Problemi della transizione 1980
Sociobiologia
tiamo perché esula dai limiti di questo scritto. Ma anche man tenendo il modello di gene particellare dobbiamo ammettere che l ’ interpretazione delle osservazioni sperimentali comporta l ’ elaborazione di una nuova logica biologica di tipo relativisti- co. Anche prescindendo da concetti grossolani come la proprie tà di invarianza del gene, dobbiamo pur sempre abbandonare i vecchi schemi logici imperniati sulla possibilità di identificare l ’ effetto proprio del gene inteso come elemento separabile dal contesto: in particolare quelli che riguardano il rapporto tra patrimonio genetico di un organismo ed il suo cammino evolu tivo. 4. Il problema della sopravvivenza di una specie è, nei suoi termini fondamentali, una interazione dell ’ organismo con tutto ciò che lo circonda. Poiché le caratteristiche biologiche di un organismo, almeno quelle geneticamente determinate, sono ripetibili, sembra logico ritenere che la struttura di un organi smo quale si presenta oggi debba essere il risultato del supera mento di tante prove di interazione organismo-ambiente avve nute nel passato rispetto ad una molteplicità di ambienti diver si. L ’ ipotesi evoluzionistica neodarwiniana riconosce nella sele zione naturale, cioè nella capacità differenziale di sopravviven za degli individui di una specie, il banco di prova sul quale si è saggiata la validità della struttura attuale di un organismo sia quella che, avendo superato l ’ impatto con un numero elevato di condizioni ambientali diverse, garantisca appunto una capa cità di sopravvivenza in un intervallo di condizioni ambientali sufficientemente ampio se pure non illimitato e quindi abbia un notevole valore per quanto riguarda la possibilità di affrontare nuovi tipi di ambiente in futuro. Secondo le ipotesi neo-darwiniane la variabilità biologica esistente è quella risultante dai processi di mutazione (che produ ce nuova variabilità genetica), di ricombinazione (che produ ce nuove combinazioni di geni, nuova variabilità genotipica) e di selezione (risultante dalla diversa capacità di sopravvivenza dei vari genotipi). Il modello di gene utilizzato è quello particel lare; la selezione naturale si esplica in base ai valori fenotipici di fitness (e cioè sulle proprietà osservabili di un individuo ri sultanti dalla somma degli effetti propri dei geni e dalle intera zioni di questi tra loro e con l ’ ambiente in cui l ’ individuo vive. Da una parte si ha produzione di diversità genetica, dall ’ altra, indipendentemente, si ha l ’ eliminazione di quella parte di varia bilità che risulta meno adatta. Non viene ammesso un processo di variazione genetica determinata dall ’ ambiente stesso e orien tata verso il superamento delle difficoltà poste dall ’ interazione genotipo-ambiente. La variabilità genetica presente in una po polazione diminuisce il valore medio di adattamento, la proba bilità di eliminazione è in qualche modo proporzionale alla di versità rispetto al genotipo ottimale. La quantità di variabilità genetica presente in una popolazione non può superare certi li miti che risultano dall ’ azione contrapposta dei meccanismi che producono variabilità genetica (o che conservano quella esi stente) e della selezione che tende ad eliminarla. In questa otti ca la capacità di sopravvivenza è legata alla struttura stessa del gene: l'aumento della capacità di sopravvivenza (fitness) di una popolazione dipende dalla quantità di geni ad elevato valore di
79
Made with FlippingBook - Online catalogs