Problemi della transizione 1980
PROBLEMI DELLA TRANSIZIONE
fitness. Diventa quindi importante riconoscere i geni ad elevata fitness e favorirne la presenza nella popolazione eliminando gli altri. Già per Vevoluzionismo neo-darwiniano questo modo di vedere sarebbe inaccettabile nella prassi se non nella teoria. Il riconoscimento dell'effetto proprio del gene per quanto riguar da le caratteristiche di fitness non è mai stato possibile in modo definitivo in sede sperimentale. I valori di fitness determinati sperimentalmente sono sempre stime arbitrariamente definite o parametri componenti della fitness. Questa difficoltà viene giu stificata in vari modi, per lo più invocando qualche forma di in terazione tra effetti di geni e di geni con l ’ ambiente esterno. Negli anni più recenti è stato accertato, mediante l ’ analisi delle caratteristiche enzimatiche, che la quantità di variabilità genetica presente in una popolazione è troppo elevata rispetto alle previsioni che si possono fare in base alle ipotesi evoluzio nistiche neodarwiniane. Ciò può significare che la variabilità genetica osservata non ha «peso» sul valore della fitness della popolazione oppure che il modello di gene meccanicistico non è adeguato a descrivere la storia evolutiva di un organismo. L ’ analisi del modello di gene esposta precedentemente ci porta a ritenere che questa seconda ipotesi sia più verosimile: se l ’ effetto del gene è funzione dell ’ ambiente interno, è possibile prevedere che valori di fitness uguali possano essere il risultato di un numero di combinazioni geniche assai maggiore di quello prevedibile nel caso di un modello di gene con effetto proprio invariante, tipico della logica meccanicistica. Con l ’ ipotesi di «gene complesso» si mantiene la validità delle ipotesi evoluzionistiche e si spiegano osservazioni come quella citata ed altre ancora, come quelle ottenute da esperi menti di microevoluzione nei quali il differenziamento morfo logico, talvolta accompagnato da isolamento riproduttivo, non comporta una relazione diretta con la dinamica dei geni previ sta secondo il modello meccanicistico; ancora, è stato osserva to che differenziamenti evolutivi anche notevoli, tra uomo e scimmia, ad esempio, non comporterebbero differenze di geni strutturali di corrispondente entità, ma sarebbero da attribuire a variazioni nell ’ attività dei geni stessi. La sperimentazione sulla genetica delle popolazioni quindi pone in evidenza la complessità delle caratteristiche di fitness e della relazione tra queste ed il processo evoluzionistico; tale complessità implica l'impossibilità di utilizzare il modello di ge ne che prevede l'esistenza di un effetto proprio dei singoli geni per interpretare le conseguenze della selezione naturale e quindi esclude la presenza di un determinismo genetico nei processi di namici delle popolazioni. 5. La componente sociale dell ’ ambiente esterno di un es sere umano è da porre in relazione, in una linea generale, con una migliore efficienza nel controllo dalle condizioni ambienta li e quindi con una migliore capacità di adattamento e di fit ness. Ciò vale anche se le attuali strutture sociali possono essere state determinate con criteri indipendenti dalle esigenze della fitness della popolazione umana, o anche in contrasto con que ste, se oggi ci stiamo preoccupando della cattiva gestione pas
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