Problemi della transizione 1980
PROBLEMI DELLA TRANSIZIONE
a più individui, il significato di ciascuno di questi può essere di verso da individuo a individuo come conseguenza della diversi tà delle esperienze individuali. La diversa esperienza dipende in parte da eventi casuali ma in larga parte dipende dalla diversità di interazione di genotipi diversi rispetto ad uno stesso ambien te esterno. Ne consegue che la capacità di uso del linguaggio ri flette necessariamente sia la struttura biologica di un individuo che la interazione tra questa struttura e gli ambienti da questa sperimentati. Non ha quindi molto significato tentare di stabi lire una stima della capacità di uso del linguaggio indipendente dal linguaggio stesso (come si fa con i test di «intelligenza» o con i test per caratteristiche di comportamento) in quanto è as sai improbabile riuscire ad individuare un linguaggio che abbia lo stesso significato per tutti gli individui della popolazione umana. Anche se si rilevano forme di determinazione genetica e quindi- relazioni tra la capacità di uso del linguaggio e la strut tura biologica è necessario per una corretta interpretazione di tali osservazioni che esse permettano di chiarire il diverso ruolo della struttura biologica e della interazione con l ’ ambiente esterno. Benché le osservazioni sperimentali attualmente disponibi li non siano così definitive come alcuni autori affermano, è pur sempre ipotizzabile una diversa capacità geneticamente deter minata dell ’ organismo di usare determinate memorie esterne, così come si accetta comunemente l ’ idea che a differenze geneti che corrispondano diverse possibilità di interazione con l ’ am biente. E tuttavia ridicolo attribuire certi significati universali, come tenta di fare questa sociobiologia degli autori sopracitati, alla capacità di usare linguaggi convenzionali, o di interagire con ambienti artificiali come se questi linguaggi e questi am bienti fossero categorie immanenti, immutabili e sacre. L ’ am biente in cui viviamo evolve giorno per giorno ad opera di tutti gli esseri umani e non soltanto di essi. Tutti contribuiscono a formare il linguaggio nella sua complessità con l ’ apporto della propria produzione di innovazione. Il linguaggio convenziona le è soltanto un coacervo di linguaggi individuali che non ha ancora raggiunto un livello di precisione e di articolazione tale da permettere l ’ integrazione dei linguaggi individuali in un tut to unico ed organico, così come le trasformazioni dell ’ ambiente esterno operate dagli esseri umani non hanno ancora prodotto la necessaria eterogeneità mediante la quale soddisfare le mol teplici esigenze di ciascun individuo. E contraddittorio affer mare che la fitness degli esseri umani è legata alla capacità di trasformare l ’ ambiente esterno e con esso il linguaggio, e poi porre dei limiti arbitrari all ’ entità di questa trasformazione af fermando che l ’ obiettivo da raggiungere deve essere utile solo a certe classi sociali ed escludere altre. Anche nell ’ ottica della lot ta di classe esiste una prospettiva unificante: rispetto alla possi bilità di sopravvivenza non è pensabile di giungere a situazioni diverse per categorie sociali diverse. La capacità di operare trasformazioni dell ’ ambiente ester no è strettamente legata alla capacità di intuire i problemi più disparati e di risolverli: queste soluzioni sono potenzialmente a vantaggio di tutti e soltanto l ’ imperfezione delle soluzioni, la carenza di conoscenze (che è classificabile come una carenza di risorse naturali) attivano i processi di controllo differenziale
82
Made with FlippingBook - Online catalogs