Problemi della transizione 1980

PROBLEMI DELLA TRANSIZIONE

per conto terzi, e quindi non corrono rischi particolari. L ’ avventura del conto proprio può essere tentata poco alla volta, senza rischi ec cessivi. È, di fatto, come crescere dentro un vi vaio; in condizioni protette e garantite da peri coli troppo grandi. Inoltre, proprio utilizzando le capacità di previsione e la fantasia di tanti artigiani e di tanti imprenditori, questo tessuto produttivo è capace di offrire una straordinaria varietà di prodotti, di interpretare con acume i bisogni dei consumatori, di coglierne con rapidità le variazioni nei gusti e nelle esigenze, e di pro porre nuovi prodotti. Un esempio ovvio di questa capacità può trovarsi nel settore dell ’ abbigliamento. Basta riflettere al fatto che non sarebbe possibile, a poche grandi aziende, produrre il gran numero di campionari che qui viene prodotto ad opera delle centinaia di imprese che hanno rapporto con il mercato. Un ’ idea, vista alle sfilate di Fi renze o di Parigi, viene rielaborata da centi naia di imprenditori, ciascuno per suo conto. E ai compratori italiani ed esteri vengono of ferte migliaia di proposte possibili. Ma esempi forse più importanti possono es sere citati, che si riferiscono al settore dei beni d ’ investimento. Si pensi alle macchine che nelle stazioni fer roviarie, o sui tram, producono i biglietti. O alle macchine che impacchettano le sigarette, o le capsule di medicinali. O alle macchine spaz zatrici per la pulizia delle strade. O alla straor dinaria varietà di macchine agricole, dai moto- coltivatori leggeri, alle piattaforme per la rac colta della frutta. O ai sofisticati congegni oleodinamici, usati soprattutto per produrre i servomeccanismi, di cui viene offerta grandis sima varietà. Sono tutti casi in cui esigenze nuove sono state raccolte e soddisfatte da mol te piccole imprese in concorrenza tra loro, che agiscono in un clima di emulazione e di imita zione reciproca, e che mostrano, come risulta to di tutto questo, una rapidità di progettazio ne e di ideazione che sarebbe impensabile in fabbriche di grandi dimensioni. Infine, la vicinanza di tanti diversi imprendi tori, impegnati in attività simili, esalta la capa cità di progettare e realizzare macchinari che eliminino le strozzature del processo produtti vo. Su questo fenomeno, che si verifica con maggiore forza nelle aree che si sono dette mo nocolturali, occorre battere fortemente l ’ ac cento: perché è costume diffuso pensare che la ricerca sia soltanto ciò che le grandi aziende fanno nel chiuso dei laboratori diretti da gran

siano labour saving. Si è detto che, quando la domanda è in espansione, i livelli dei salari, nella fascia primaria e secondaria, non diver gono sensibilmente: non vi è quindi, per le im prese che vogliono rimanere competitive, nes suna tentazione di recuperare sul costo del la voro la minore produttività di macchinari an tiquati. Si è detto anche che tutti i mercati delle lavorazioni e dei semilavorati, così come, in maggioranza, quelli dei prodotti finiti, si ca ratterizzano come mercati di concorrenza, ed anzi di concorrenza assai attiva: ed anche que sto rende più rapida l ’ adozione dei macchinari più sofisticati che, di volta in volta, vengono offerti ai produttori. Si può aggiungere, infine, che, per le piccole imprese, nelle regioni più industrializzate del paese, se non è disponibile tutto l ’ ammontare di credito che viene richiesto, non vi è però scarsezza di credito relativamente alle imprese maggiori. La ricerca di Guglielmi, e la ricerca di recen te compiuta dall ’ istituto S. Paolo di Torino di mostrano, in modo forse conclusivo, che gli Istituti di credito non operano alcuna discrimi nazione — in queste regioni — contro le im prese minori. Vi è anche una terza condizione di superio rità: ed essa deriva dal fatto che questo tipo di struttura industriale, più di qualunque altra, sollecita in ogni modo le capacità di iniziativa degli imprenditori. Innanzi tutto degli imprenditori sollecita il nascere. Il numero degli artigiani, o di impren ditori anche non piccoli, che provengono da una carriera operaia è molto alto. Si tratta spesso di capireparto, o di operai addetti alla manutenzione, o di impiegati che, in una im presa maggiore, coordinavano le commesse al le imprese subfornitrici. Per tutti costoro, che bene conoscevano almeno alcune parti del processo produttivo, spostarsi al lavoro indi pendente è relativamente semplice. Ed ancora più semplice, in alcuni settori, è il passaggio dall ’ attività per conto terzi a quella per conto proprio. Si pensi, ancora una volta, al settore dell ’ abbigliamento. Molte delle imprese subfornitrici hanno rap porto con i compratori, e sanno come si fa un campionario; tutte, un anno o l ’ altro, possono produrre un campionario, magari di pochi pezzi, e proporlo attraverso un rappresentante ai compratori. Se il campionario va bene, pos sono produrre un po ’ di pezzi al loro interno, e commissionare fuori ciò che rimane. Ma in tanto essi sono sicuri di continuare a produrre

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