Problemi della transizione 1980

PROBLEMI DELLA TRANSIZIONE

strategia fondamentale che consiste nel creare restrizioni dell ’ offerta nel mercato delle abitazioni, solitamente in affitto, che può essere esplorato dalle famiglie a basso reddito. Una strategia cioè che consiste nel non costruire, indipendentemen te dal saggio di rendimento degli investimenti propri e cioè dal livello dei contributi e sussidi, abitazioni sufficienti a coprire la domanda effettiva ai prezzi di mercato (non il fabbisogno) espressa dai gruppi sociali a reddito inferiore. Ciò fa sì che nel mercato che può essere esplorato da questi gruppi permangano nel lungo periodo condizioni che alimentano o consentono un elevato saggio di variazioni dei prezzi, cioè dei fitti; in partico lare un saggio di variazione dei prezzi delle abitazioni più eleva to di quello degli altri beni. Queste condizioni alimentano la domanda nel mercato delle abitazioni in proprietà, rafforzando con condizioni mate riali facilmente percepibili una serie di elementi ideologici pre senti nella cultura europea non solo conservatrice almeno dalla fine del secolo scorso 15 . Il mercato delle abitazioni in proprietà è esplorato, come ovvio, prevalentemente dalle famiglie con redditi elevati e ciò tanto più quanto maggiori sono i saggi di variazione dei fitti e le facilitazioni creditizie e fiscali concesse agli acquirenti di que sti alloggi; misure queste di politica edilizia che ai sostenitori della teoria distributiva appaiono avere non tanto lo scopo di sostenere la produzione, quanto quello più semplice e diretto di organizzare e sostenere la domanda delle abitazioni in proprie tà (nelle aree urbane maggiori durante il primo ciclo edilizio, 1947- ’ 65, nelle aree esterne ed in quelle urbane minori durante il secondo, 1966- ’ 77). L ’ elevato saggio di variazione dei fitti può alimentare an che una consistente domanda di abitazioni in proprietà da por re in affitto e ciò sintantoché siano garantiti saggi di rendimen to dell ’ investimento edilizio e/o di valorizzazione dei capitali (cioè sintantoché non vengano rimosse condizioni di tensione nel mercato delle abitazioni in affitto) vantaggiosamente con frontabili con quelle di altre forme di investimento (il che può dipendere, ad esempio, dall ’ andamento del mercato dei titoli, dall ’ atteggiamento delle autorità monetarie a difesa o meno dei corsi degli stessi, oltre che, come ovvio, dall ’ andamento del mercato edilizio). Una pressione della domanda sia nel mercato delle abita zioni in affitto che in quello delle abitazioni in proprietà (pres sione che non può essere misurata dal rapporto aggregato tra abitazioni e famiglie) è il presupposto di intensi trasferimenti di risorse verso il «blocco edilizio» e tra le singole frazioni che lo compongono in funzione dei reciproci e mutevoli rapporti di forza; rapporti in larga misura determinati all ’ esterno del setto re edilizio-fondiario. Ad esempio, ai sostenitori della teoria distributiva sembra possibile dimostrare che l ’ entità dei trasferimenti dalle classi su 15 A. Tosi, Ideologie della casa, Mi lano 1980.

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