Problemi della transizione 1980
Politica edilizia
balterne al composito insieme di gruppi di interesse che costi tuiscono il «blocco edilizio» è stato in alcuni periodi espansivi dell ’ attività edilizia di tale intensità da poter alimentare sia so stanziali privilegi dei ceti medi che anche l ’ investimento desti nato all ’ accrescimento della capacità produttiva in settori di versi da quello delle costruzioni. In questi periodi lo sviluppo del settore edilizio, penalizzando le classi subalterne, sostiene lo sviluppo aggregato dell ’ economia del paese. È questo il caso della prima fase espansiva sino al 1962. In altri periodi invece, o perché l ’ entità dei trasferimenti diminuisce (e ciò può dipen dere anche dal comportamento delle classi subalterne), o per ché l ’ entità dei privilegi concessi ai ceti medi all ’ interno di una politica di «mobilitazione individuale» si accresce (e ciò può di pendere dal tentativo di risolvere problemi di determinazione politica)^ il settore edilizio assorbe risorse dai settori produttivi diversi. E questo il caso delle fasi recessive e forse anche di tut to il periodo successivo al 1962- ’ 63 16 . I due periodi sono connotati da differenti sistemi di allean ze e conflitto all ’ interno delle classi dominanti e del «blocco»: come ovvio, nel secondo caso alcune sezioni delle classi domi nanti porranno il problema della «rendita», degli effetti della spesa dell ’ abitazione sul costo del lavoro e sul volume e struttu ra della spesa per consumi delle classi subalterne; implicita mente quantomeno porranno il problema della compatibilità tra sviluppo quantitativo della produzione edilizia e più genera le processo di accumulazione. Con ciò la teoria distributiva fornisce diversi elementi per una spiegazione più articolata dei processi che hanno percorso la società italiana in questo periodo e porta ad affrontare, in modo differente dalla teoria quantitativa, anche altri temi. Questo insieme di spiegazioni naturalmente non è condivi so dai sostenitori della teoria quantitativa. Essi giudicano «me tafisiche» ed ispirate ad una visione cospirativa della storia spiegazioni che si fondano sull ’ ipotesi di atteggiamenti strategi ci fatti propri da determinati gruppi o sistemi di gruppi di inte resse. La domanda, per i sostenitori della teoria quantitativa, ri flette atteggiamenti e propensioni reali di consumatori indivi duali; il saggio e la distribuzione degli investimenti dei singoli risparmiatori-investitori. La storia della questione delle abita zioni nel nostro paese, in particolare gli aspetti posti in eviden za dai sostenitori della teoria distributiva, ha molto a che fare 16 B. S ecchi , Il settore edilizio e fon diario in un processo di sviluppo eco nomico, in Lo spreco edilizio, a cura di F. Indovina, Venezia 1972.
9. La stessa storia rac contata alla luce della teoria quantitativa
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