Problemi della transizione 1980
PROBLEMI DELLA TRANSIZIONE
Il contrasto fra le due tradizioni viene usualmente caratte rizzato come spiegazione causale versus spiegazione teleologica o finalistica: la prima intende spiegare e prevedere i fenomeni alla luce di un punto di vista meccanicistico-causale, mentre la seconda si propone di rendere i fatti teleologicamente o finali sticamente comprensibili. Per riassumere brevemente i termini del problema, l ’ antite si fra spiegazione e comprensione ha dato origine nel secolo scorso a un modo radicalmente differente di considerare il rap porto fra scienze della natura e scienze dell ’ uomo. Su questo piano, alla tradizione della spiegazione causale viene solita mente collegata la metodologia espressa dal positivismo cosid detto classico attraverso le opere di Comte e di Mill. L ’ impostazione di siffatta metodologia presenta rispetto al problema del rapporto scienze umane-scienze naturali tre aspetti fondamentali. Il primo è relativo alla tesi dell ’ unità della scienza, ossia all ’ idea dell ’ unità del metodo rispetto alle diversi tà dell ’ oggetto della ricerca scientifica. A questa tesi va stretta- mente congiunto il secondo aspetto, sulla base del quale le scienze naturali vengono riconosciute come ideale o modello cui devono adeguare il loro grado di sviluppo tutte le altre scienze, comprese quelle dell ’ uomo. Il terzo aspetto deriva da una peculiare concezione della spiegazione scientifica secondo la quale spiegare significa sussumere i fatti individuali sotto le leggi di natura, nel senso che «un singolo fatto viene spiegato ponendone in rilievo la causa, cioè enunciando la legge o le leg gi di causaltà, di cui il suo prodursi è un caso» 2 . La posizione tipica della tradizione della «comprensione» è quella prevalentemente connessa cogli orientamenti manife stati dall ’ idealismo, nonché dallo storicismo: essa, configuran dosi come reazione al positivismo, ne respinge tanto il moni smo metodologico quanto la convinzione che il modello fornito dalle scienze naturali costituisca il punto esplicativo idealmente più alto ai fini di una conoscenza generale della realtà. La con seguenza principale di ciò fu una dicotomia metodologica se condo la quale, sulle linee della distinzione kantiana noumeno- fenomeno e della contrapposizione hegeliana natura-spirito, le discipline mentali o culturali vengono separate da quelle natu rali a causa di differenze metodologiche o conoscitive specifica tamente richieste per spiegare i fatti «culturali». Il contrasto fra le due scienze viene messo in luce solita mente in questi termini: le scienze della natura descrivono, in base ad osservazioni ed esperimenti, i processi spazio temporali del sistema empirico, spiegandoli o prevedendoli, mediante l ’ ausilio di formule generali o leggi; mentre le scienze dello spirito impiegano, ai fini della spiegazione delle azioni umane, il metodo della comprensione o empatia, ossia un me todo fondato su una specie di immedesimazione negli avveni menti storici, al fine di coglierne il loro contenuto significativo. Questo perché gli oggetti culturali, essendo fondamental 2 J. S. M ill , Sistema di logica razio cinativa e induttiva, Roma, 1968, li bro III, cap. XII, par. 1, p. 457.
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