Problemi della transizione 1980
Spiegazione e comprensione
mente diversi da quelli naturali, risultano inafferrabili sul pia no metodologico delle scienze empiriche e, quindi, più che spie gati, in virtù della loro unicità, devono essere compresi me diante la costituzione di apposite norme o valori. Con la filosofia analitica contemporanea il contrasto fra spiegazione e comprensione si è posto su un terreno metodolo gico contrassegnato da un criterio di razionalità completamen te nuovo rispetto ai limiti «speculativi» tanto del positivismo quanto dello storicismo, teso a mettere in luce, attraverso l ’ ap plicazione del concetto di analisi, la dimensione linguistica dei procedimenti scientifici in generale. Il terreno metodologico nuovo viene garantito sostanzialmente dal processo di raziona lizzazione facente capo all ’ idea dell ’ analisi che, al di là delle de finizioni che di essa vengono offerte nel corso dello sviluppo della filosofia analitica, cerca non tanto di elaborare un ambito teorico-concettuale entro il quale di volta in volta trovino ap plicazione gli strumenti della spiegazione e della comprensione quanto di individuare la «logica» che regola l ’ uso di entrambe nel campo generale della scienza. Infatti, ciò che fa mutare il criterio di razionalità nella filo sofia analitica più recente è principalmente il passaggio da una logica ad un ’ altra in grado di interpretare meglio i fatti in gene re, ma soprattutto quelli umani. Questo passaggio, però, man tiene intatta, come vedremo, la capacità critica dell ’ analisi; an zi, la rende semmai maggiormente confacente ai contesti storico-sociali senza rinunciare per questo ai requisiti scientifici della chiarezza, del rigore e dell ’ oggettività. Una prima significativa spinta alla discussione dei proble mi riguardanti la spiegazione entro la filosofia analitica è venu ta dalla comparsa nel 1942 dell ’ articolo Thefunction of gene rai laws in history di Cari G. Hempel, ove egli assimila la storia a una qualsiasi scienza empirica, implicando una forma di spie gazione analoga a quella delle discipline naturali. Il presupposto che regge questo processo di assimilazione trae in massima parte la propria rilevanza filosofica dalla con cezione della scienza «unificata» che il positivismo logico del Circolo di Vienna avanza negli anni a cavallo fra le due guerre mondiali. La novità dell ’ analisi di Hempel consiste sostanzialmente nel fatto che, partendo dalla tesi della scienza unificata, finisce col fornire un ’ enunciazione degli schemi di spiegazione tenden te a porne in luce le capacità esplicative in virtù di una struttura non più esclusivamente «nomologica» ma anche «logica». Hempel giunge così, sulla base della saldatura operata dal positivismo logico fra unità metodologica e unità linguistica della scienza, all ’ elaborazione di un modello «formale» di spie gazione che, essendo valido per tutti i settori dell ’ esperienza, dà un ’ attuazione di tipo logico all ’ ideale teoretico-generale dell ’ unità della scienza. La struttura di questo modello poggia su due tesi fonda mentali: la tesi della legge di copertura e la tesi della deducibili- tà. Questo perché un evento viene spiegato se e solo se l ’ asserto che lo descrive (E) può essere logicamente inferito da premesse che consistono di una serie di asserti bene confermati esprimen ti le condizioni iniziali rilevanti (C) e di una serie di ipotesi uni versali altrettanto ben confermate, o leggi (L). Le due serie di
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