Problemi della transizione 1980
PROBLEMI DELLA TRANSIZIONE
asserti (L) e (C) costituiscono Vexplanans ogni qualvolta E è in feribile da tale congiunzione di premesse 3 . Questo modello di spiegazione viene assunto come valido tanto per le scienze umane quanto per le scienze naturali. In particolare, i modelli di spiegazione storica risultano approssi mazioni di esso, cioè sono «abbozzi di spiegazione» per il fatto che sovente richiedono di essere integrate per diventare spiega zioni vere e proprie. Ciò che Hempel maggiormente mette in risalto nella sua proposta, tuttavia, non è tanto il fatto che la struttura effettiva delle singole spiegazioni rispecchi poi esattamente lo schema delineato dal modello quanto la necessità di rispettare, da parte delle spiegazioni medesime, le condizioni di correttezza forma le poste dal modello in questione ai fini della validità dei pro cessi esplicativi in generale. Il che significa allora che lo schema presentato dalle spiegazioni è riducibile in ultima istanza alla forma deduttiva del modello stesso, ovvero che il modello co stituisce esclusivamente uno strumento teorico-concettuale in grado di «provare» volta per volta la validità delle spiegazioni effettive. Il modello assume così una veste puramente logica, nel senso di una struttura fondata su una razionalità prevalen temente ideale che, su questa base, offre non tanto le condizio ni reali della sua applicabilità quanto la possibilità della sua realizzazione. Ciò è dovuto al fatto che il modello guida in maniera para digmatica la ricerca degli anelli mancanti negli abbozzi che, per diventare vere e proprie spiegazioni, devono approssimarsi il più possibile al modello stesso e riuscire a conseguirne la mede sima completezza. Sarà proprio questo ruolo di razionalità paradigmatica a venir messo in discussione da un nuovo fronte di opposizione rappresentato prevalentemente da filosofi che, pur formatisi entro la filosofia analitica, sosterranno che la trattazione «logi- cizzante» di Hempel rischia non solo di non fornire spiegazioni adeguate degli eventi umani ma anche di dare origine a una sin golare dicotomia metodologica all ’ interno della scienza. Tale dicotomia, proprio in virtù del significato razionalmente ideale assegnato al modello di copertura, non vedrebbe più contrap poste fra loro le scienze umane e quelle naturali, bensì la storia, la fisica, qualsiasi altra disciplina, da un lato, e il modello idea lizzato, dall ’ altro, cui non corrisponde nessuna scienza effetti va, ma soltanto una invenzione del logico. D ’ altronde, è pro prio questo che, per Hempel, conferisce un senso all ’ opera del
3 Nelle pubblicazioni intorno agli anni ’ 60 Hempel ha esteso e, in alcuni punti, modificato la sua concezione originaria, distinguendo due varianti del modello generale della spiegazio ne denominate, rispettivamente, «nomologico-deduttiva» e «nomo logico-probabilistica». Esse spiegano un evento mostrando che, in relazio ne a determinate leggi universali e a certe particolari circostanze, il suo accadere era da attendersi (in senso puramente logico) con certezza de duttiva ovvero solo con probabilità induttiva.
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