Problemi della transizione 1980
Spiegazione e comprensione
filosofo il quale non si propone tanto di descrivere la scienza quanto di cercare di ricostruire razionalmente i procedimenti. Nel caso specifico della spiegazione scientifica, si tratta appun to, sulla base di una unità logico-metodologica della scienza, di individuare, da un punto di vista formale, quali condizioni de vono essere soddisfatte per poter dire di avere fondamenti ade guati per dare una spiegazione. Attraverso lo spostamento d ’ interesse verificatosi all ’ inter no della filosofia analitica principalmente a partire dagli anni cinquanta e dovuto sostanzialmente, da un lato, alle nuove esi genze di ordine generale poste dall ’ analisi del linguaggio comu ne e, dall ’ altro, all ’ attenzione speciale che, in quell ’ ambito, ve niva rivolta ai problemi relativi alla metodologia delle scienze storico-sociali, si profila pertanto una concezione della meto dologia scientifica radicalmente diversa dalla tesi neopositivi stica della ricostruzione sistematica. A tale concezione fa da sfondo una nozione essenzialmente pragmatica della spiegazio ne mirante a sottolineare la prassi dei procedimenti esplicativi in generale. Al principio della «ricostruzione» razionale viene sostitui to così un altro principio di analisi filosofica non più condizio nato dallo spirito e dagli orientamenti del positivismo logico. Infatti, la concezione filosofica che sorregge le posizioni anti- hempeliane (come, per esempio, quelle di Ryle, Scriven, Dray) si riannoda proprio a una reazione nei confronti del neopositi vismo stesso che prese le mosse dalla problematica dell ’ ultimo Wittgenstein. Tale corrente, nota come filosofia linguistica oxoniense o filosofia del linguaggio comune, viene riconosciuta come una scuola analitica nuova rispetto al positivismo logico giacche tende a concentrare l ’ attenzione sul linguaggio comune della conversazione quotidiana, in contrapposizione all ’ idea di ispirazione neopositivistica di «costruire» linguaggi ideali o ar tificiali. Il compito della filosofia, secondo questa corrente, consiste sì ancora nel chiarire gli equivoci e le oscurità implicite nel discorso comune restando, però, sul terreno del discorso comune medesimo: da tale punto di vista, questo concetto di analisi richiede di chiarire non tanto il significato delle espres sioni linguistiche quanto di comprendere l ’ uso fattone all ’ inter no di determinati contesti sociali. L ’ introduzione dell ’ analisi pragmatica apre così alla filoso fia analitica orizzonti più vasti, recando contributi fortemente innovativi nella misura in cui studia forme di discorso fino a quel momento trascurate come, per esempio, il discorso valuta tivo, quello estetico, nonché lo stesso linguaggio storiografico. Ora, è soprattutto a questo aspetto pragmatico dell ’ analisi filo sofica che si ricongiunge la problematica svolta dai filosofi ana litici antihempeliani circa il concetto di spiegazione, giacché gran parte delle loro critiche al modello di copertura si può riassumere nella conclusione che esso risulta irrimediabilmente privo di una dimensione pragmatica. La conflittualità metodo logica derivante dalla biforcazione della filosofia analitica in due correnti giunge così a far affrontare in campo scientifico il tema della spiegazione da due angoli non solo diversi ma anche opposti. Da questo punto di vista, poiché il concetto di analisi inte so come ricostruzione razionale del linguaggio viene ritenuto
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