Problemi della transizione 1980
PROBLEMI DELLA TRANSIZIONE
incapace di render conto degli aspetti molteplici del pensiero quotidiano, nonché dell ’ uso che di tale pensiero facciamo nei vari contesti sociali, occorre trovare un nuovo concetto di ana lisi che tenga principalmente conto delle più svariate e comples se sfaccettature dello stesso linguaggio, prima fra tutte quella di essere un mezzo impiegato da qualcuno allo scopo di comuni care con qualcun altro. Nel caso specifico della spiegazione nel le discipline storico-sociali, il ricercatore darà ragione del ricor rere di un evento sulla base delle intenzioni del parlante, non ché delle aspettative di chi ascolta. Con la crescente consistenza della dimensione pragmatica la filosofia analitica viene via via concentrando l ’ attenzione sul concetto di azione nei confronti del quale occorre trovare stru menti logici innovativi rispetto a quelli di orientamento neopo sitivistico. Essa ripropone una ripresa della tradizione della comprensione i cui contenuti risultano però radicalmente rin novati attraverso un contributo metodologico legato a criteri teologici non più meramente psicologistici ma fondati su nor me appartenenti alla logica modale e deontica. Infatti, accanto all ’ idea della dimensione pragmatica della spiegazione viene via via profilandosi una nozione nuova, quel la dell ’ intenzionalità, a sua volta collegata alle cosiddette forme del ragionamento pratico. La nozione dell ’ intenzionalità gioca un ruolo di primo pia no nell ’ ambito della filosofia analitica dell ’ azione perché forni sce per la prima volta una dimensione semantica della com prensione. Il che significa sostanzialmente individuare la logica che è alla base del procedimento della comprensione non più intesa però come processo psicologico peculiare fondativo dell ’ autonomia delle scienze storico-sociali. La comprensione passa così nella sfera del linguaggio visto essenzialmente come linguaggio quotidiano e pertanto come strumento di comunica zione basato, come ha affermato Wittgenstein, su requisiti pro pri provenienti dai giochi sociali. In questo modo essa muta profondamente la sua tradizionale natura: da categoria psico logica diviene categoria semantica, cui è connessa la nozione di intenzionalità («si comprendono le mete e gli scopi di un agen te, il significato di un segno o di un simbolo, il senso culturale di un ’ istituzione sociale o di un rito religioso») 4 . La riflessione di Georg H. von Wright costituisce una svol ta entro la problematica dell ’ azione, dato che segna l ’ inizio di approfondite indagini non solo da un punto di vista logico- formale per altro assai differente da quello dello stesso Hempel in quanto fondato su nozioni di logica normativa o deontica, bensì anche su quello epistemologico dell ’ azione e delle sue mo tivazioni. L ’ originalità si von Wright sta proprio nel fatto che la sua tematica dell ’ azione tende ad essere integrata da una filoso fia generale della società, basata sulla concezione dell ’ uomo co me agente sociale. Nucleo centrale di tale filosofia generale resta, comunque, 4 G. H. von W right , Spiegazione e comprensione, cit., p. 24.
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