Problemi della transizione 1980
«Ricomposizione» nell ’ area cattolica?
dall ’ ambiente circostante da lui sempre più diverso o estraneo, come è stato notato 14 . La «Chiesa-movimento» può così non essere altro che la forma propria al momento di passaggio, per la comunità eccle siale, dal ruolo di istituzione integrata nel contesto della società civile, a quello di sub-cultura esclusa, accentuante quindi la sua separatezza dal più vasto ambiente sociale e politico: una for ma intermedia di degrado dalla Chiesa-istituzione alla Chiesa- opinione, convivente ma estranea alla società e alla cultura se- colaristica e radicaleggiante. Se è vero che la Chiesa rischia di diventare sub-cultura esclusa anche perdurando il lassistico conservatorismo e l ’ isti tuzionalismo tradizionale, conservando quindi spazi spirituali stici, devozionalistici e quel sacro corporativismo, quel timore e quell ’ estraneità al mondo (e innocentizzazione di fronte ad es so) che per esempio si sono affacciati durante il breve pontifica to di Papa Luciani, vero è altresì che la messa in moto di un processo di Chiesa-movimento, l ’ appiattimento quindi della Chiesa sulla logica, necessariamente politica, del movimento può essere il mezzo per accelerare il passaggio della Chiesa al ruolo di subcultura esclusiva, con la sua caduta ad una pratica insignificanza storica. Usando i termini di Ardigò, si può ben parlare di mondi vitali che hanno dei soprassalti prima della decadenza finale 15 . Ciò può ben valere anche per una chiesa e una comunità cattolica che da «societas perfecta», chiesa istituzionale, si ri duce a chiesa opinione, proprio attraverso un soprassalto che può assumere la forma della chiesa movimento (che, se può es sere stata prefigurata ieri da «Comunione e Liberazione», po trebbe oggi prendere altri connotati, non esclusi quelli, ideolo gici e politicistici, di una certa «ricomposizione»). Integralismo e disarticolazione sono spesso due facce della stessa medaglia anche se possono essere diversamente miscelati e composti. Per «disarticolazione» intendo la forma più comune di riaggregazione locale tra movimenti cattolici su motivi corpo rativi e di bandiera, giocante sullo spegnimento delle peculiari tà dei singoli movimenti o esperienze laicali, livellati su motivi di difesa (corporativa appunto) quali l ’ assistenza, le liste catto liche, i comitati anti-abortistici, ecc. ... Qui i movimenti laicali si affievoliscono come tali e con vergono attorno ad un centro benevolmente propiziato gene ralmente in sede diocesana che ne valuta così l ’ ortodossia poli tica: sigla come AC, ACLI, MCL, Focolarini, Scout, Comunio ne e Liberazione, che poco o nulla hanno solitamente in comu ne, si riuniscono per obiettivi limitati e qualche vittoria di Pirro (tipo elezioni scolastiche). Questa prima versione della «ricomposizione» cattolica, che chiamerei piuttosto della «disaggregazione localistica» dei movimenti laicali, se non azzerati, quanto meno messi in riga 14 S. M agister , Non si vive di solo 15 A. A rdigò , Crisi di governabilità Papa, «L ’ Espresso», 14 ottobre e mondi vitali, Bologna 1980.
1979. Il servizio giornalistico si avva le dei risultati dell ’ analisi di A. P ari si , Tra ripresa ecclesiastica ed eclissi della scolarizzazione, «Città e Regio ne», n. 7, luglio 1978.
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