Problemi della transizione 1980
Uno sguardo dal ponte
pa, essi non sono, nè si sentono, «intellettua li». Essendo la tecnologia parte integrale della cultura quotidiana, i tecnologi di professione sono altrettanto integrati che gli avvocati o gli idraulici. Un quadro pungente e accurato dell ’ ambiente main Street degli ingegneri è sta to fatto sotto false spoglie fantascientifiche da Kurt Vonnegut jr nel suo racconto Player Pia no. Il conformismo culturale, lo spirito di gruppo, la mancanza di autocoscienza e di ca pacità critica degli ingegneri di Vonnegut — lui stesso ex-ingegnere — sono indicativamen te molto simili ai tratti fondamentali del signor Babbit che popola la main Street americana. In effetti è spiacevolmente sorprendente per il visitatore europeo notare la mancanza di gu sto e cibo intellettuali dei ricercatori america ni, entrare nelle loro case senza libri, nelle loro conversazioni studiatamente lontane dal coin volgimento culturale e intellettuale. Simulta neamente però si ha anche la sensazione della propria ignoranza, culturale, non soltanto in competenza, quando il discorso verte su come hanno sistemato il riscaldamento o ricostruito il tetto. La confidenza con gli oggetti, con gli stru menti, la comprensione della loro intima natu ra e funzionamento, la comunione con la ma teria e le sue meccaniche non sono però da in tendersi in senso artigianale. Il nostro artigia no esercita una professione, è cioè professio nalmente implicato con il meccanico, il mate riale, lo strumentale. Negli Stati Uniti il denti sta si accomoda l ’ auto, l ’ impiegato si costrui sce un sistema rice-trasmittente ecc. Dagli Stati Uniti vengono le scuole tecniche per corri spondenza, i kit per montare da soli un ricevi tore in stereofonia, la filosofia e la pratica del do it yourself. C ’ è in effetti una profonda indi cazione culturale nella coesistenza della ma nualità strumentale e tecnologica degli ameri cani con la mancanza di una tradizione artigia nale. In una società in cui la tecnologia è parte in tegrale della cultura dominante, il fatto tecno logico non è di per sè separato da quello com merciale o intellettuale. E dunque naturale per le grandi e piccole industrie considerare la ri cerca tecnologica come uno dei tanti parametri che influenzano le vendite ed il profitto e. pro grammarla dunque nelle proprie attività così come vengono programmate la costruzione di nuovi impianti o la pubblicità di un nuovo prodotto. L ’ attività tecnologica non viene cioè considerata come cosa separata dai meccani smi della produzione e del profitto. Non è un
fiore all ’ occhiello utilizzabile per la pubblicità o per alleggerire il carico fiscale. In alcuni casi la tecnologia è addirittura il prodotto che si vuole vendere — vedi ad esempio industrie co me l ’ IMB, Texas Instruments, Fairchild ecc. In tutti i casi è però un fattore determinante nel successo dell ’ impresa. È bene notare che in ogni caso la ragione d ’ essere di qualsiasi indu stria è commerciale: la ricerca tecnologica, co me qualsiasi altra cosa, la si fa se se ne può da re una giustificazione in termini di profitto economico o più in generale di potere finanzia rio. Ma anche da questo punto di vista abbia mo un ’ altra evidenza dell ’ integrazione cultura le della tecnologia nella società americana. L ’ integrazione culturale della tecnologia si riflette ovviamente anche sulla scienza accade mica, sulla ricerca «pura». In questo caso però la situazione è resa più complessa dall ’ effetto di un ulteriore parametro — quello appunto accademico — che agisce in modi e con mecca nismi indipendenti dal tipo di attività svolta. Ossia il retroterra socioculturale del fare ricer ca accademica in campi così diversi come la storia dell ’ arte medievale e la fisica è per certi aspetti più omogeneo di quanto non accada per chi faccia ricerca accademica e ricerca in dustriale. Detto questo però si deve osservare che la cultura americana ha dato specifiche ca ratteristiche alla ricerca fondamentale, e non solo negli Stati Uniti. Vedi ad esempio la pre valenza del «modellismo» nell ’ elaborazione delle teorie; la concretezza nella circoscrizione di uno specifico problema; l ’ utilizzazione an che di soluzioni non ottimali ma possibili: tut te caratteristiche dell ’ atteggiamento problem solving del mondo tecnologico americano. Se poi entriamo in laboratorio l ’ influenza è anco ra più evidente. Un esempio lo troviamo nella struttura dei gruppi di ricerca in un diparti mento universitario. Notiamo subito la quasi totale assenza di tecnici all ’ interno del gruppo stesso. Il lavoro di ricerca comprende intrinse camente la parte di costruzione e di elabora zione manuale di strumenti: dunque tutto vie ne fatto dai ricercatori. È bene insistere su questo punto, secondo me caratterizzante ed emblematico. Non c ’ è separazione fra due classi di lavoro, quello «intellettuale» di porsi il problema scientifico, di sviluppare i metodi per investigarlo e di elaborare poi i risultati, e quello «meccanico» di progettare e costruire strumenti, caratterizzarne i comportamenti, svolgere le varie attività manuali per fare fun zionare le apparecchiature. Questi due aspetti vengono vissuti, ovviamente con alternanza e
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