Problemi della transizione 1980

Machiavelli

su cui ancora una volta Machiavelli può for nirci punti importanti di riferimento: egli in fatti fonda tutta la sua elaborazione politica su un elemento decisivo, l ’ accettazione convinta della realtà come natura ovvero la consapevo lezza che ogni processo — anche umano — at tinge le sue radici, in ultima istanza, nei cicli naturali che fortemente determinano tutto il reale. In altre parole Machiavelli fonda anche la dinamica sociale su quella naturale così co me coglie il singolo individuo fortemente ma teriato dagli impulsi, dagli istinti, dalla «feri nità» che radicano inequivocabilmente l ’ uomo nella natura (il famoso riferimento al Centau ro come mitico emblema di questa «doppia» e pur interagente natura umana): era del resto propria della temperie di quei tempi una così netta accentuazione naturalistica, anche se Machiavelli, e proprio sul terreno politico, sa trarne più di altri radicali conseguenze. Innan zitutto, oggettività — scientificamente rileva bile — del contesto in cui l ’ uomo si trova ad operare: il che vuol dire anche sostanzialmente antideologismo della proposta machiavelliana che dalla materialità del reale prende avvio per tornare ad essa come all ’ elemento fondante di ogni discorso politico. Spessore, quindi, della storia che va oltre le tradizionali dinamiche politiche e sociali per giungere fino ai cicli del la natura: dal che non si evince tanto una limi tazione deterministica dei Soggetti quanto la necessità che essi si dotino di strumenti ade guati per affrontare ed eventualmente mutare una realtà che ha tutto questo spessore, questo nocciolo materiale dell ’ essere. Non a caso Ma chiavelli, come già Tucidide, fa largo impiego di metafore mediche per parlare dell ’ interven to dei soggetti politici sul terreno dello Stato e della società. Certe analisi di matrice psicanalitica che ab biamo esaminato sembrerebbero dunque co gliere un aspetto rilevante dell ’ indagine di Ma chiavelli: il suo approccio ai soggetti come for temente materiati-determinati da una compo nente istintuale che li attraversa e che Machia velli svela impietosamente, impietosamente anche mostrando la «rimozione» moralistica che spesso se ne fa in campo politico, vero tea tro — appunto — del non detto e dell ’ illuso rio. Non a caso molto interesse, in queste ana 10 Per questo aspetto delle Istorie si

lisi, è prestato proprio alla produzione lettera ria di Machiavelli, specie alle commedie, come al luogo in cui più che altrove emerge questa attenzione spietata del Segretario Fiorentino alla vera natura dei soggetti e dei loro rappor ti, di là dalle false convenzioni politiche-ideo logiche in cui sono costretti ad operare gli uo mini nel teatro allestito dal Potere. Ma è proprio a partire da tale contesto che Machiavelli opera un importante passo che questi suoi esegeti mostrano di non voler co gliere: lo svelamento della vera natura dei rap porti fra gli uomini non vuol dire già sfiducia in qualsiasi tipo di iniziativa politica ma vuol dire capacità di costruire un ’ ipotesi politica di trasformazione che tenga conto prioritaria mente di questa natura umana e della sua sto ria, senza astrazioni utopiche o infingimenti (è costante la polemica di Machiavelli sul Cristia nesimo come produttore di comportamenti politici ambigui). Che altro senso ha l ’ appello di Machiavelli a conseguire la «verità effettua le» delle cose se non questo? Di costruire sulla scienza delle cose la politica della loro modifi cazione, di costruire sulla consapevolezza pie na dell ’ oggettiva materialità del reale (e delle forti determinazioni che mette in campo) la possibilità operativa dei Soggetti. E questa in definitiva la «rivoluzione copernicana» di Ma chiavelli, il suo rivoluzionario mutamento d ’ ottica: dire invece che egli in ultima istanza, nello svelare la vera natura degli uomini, rifiu ta il terreno della politica è scambiare il can nocchiale che allestisce per osservare meglio la realtà con la realtà stessa da osservare. Lo strumento diventa il fine: non ha mai detto nulla di simile Machiavelli! Il terreno della prassi politica, anzi, viene a configurarsi in lui come la saldatura tra le di namiche della storia e l ’ elaborazione proget tuale propria dell ’ uomo: uno dei punti più alti di tensione in questo senso è rappresentato dal capitolo introduttivo al libro quinto delle Isto rie fiorentine, dove un naturalismo inizialmen te professato come assoluto si stempera nella consapevolezza del ruolo decisivo che può es sere praticato dai Soggetti e dalla Virtù conse guentemente messa in campo 10 . Questo terre no che Machiavelli apre è fertilissimo di svi luppi nell ’ epoca moderna se solo pensiamo ai

veda di G. S asso , Studi su Machia velli, Napoli 1967. Mi permetto poi di rinviare alle mie Ricerche sul Ma chiavelli storico, Pisa 1979.

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