Problemi della transizione 1983

Neocorporativismo

lativamente compartimentalizzata. Si sono così venuti a creare due vincoli in qualche modo contraddittori — il controllo delle pressioni inflazionistiche da un lato ed il mantenimento della competitività internazionale di ciascuna economia dall ’ altro — che si tentò in qualche caso di risolvere con la svaluta zione competitiva della moneta. In tale situazione, la riproposizione di ac cordi corporativi nacque proprio dalla presenza concomitante di questi vin coli e dalla consapevolezza dell ’ impossibilità di risolverli con strumenti op pressivi. In effetti, nei paesi occidentali dopo la seconda guerra mondiale, gli apparati repressivi dello stato sono stati smantellati (anche se sono stati poi sostituiti da altre forme di controllo) per cui la soluzione ai problemi non stava nella repressione del sindacato. Il perseguimento di accordi corporativi dopo la seconda guerra mondiale venne in genere facilitato dalla combinazione di fattori socioeconomici — i vincoli di cui abbiamo parlato — e politici — la presenza in molti paesi di un partito socialdemocratico o laburista al governo. Ciò per altro non vuol dire che la presenza di un partito socialdemocratico collegato ad un forte movimento sindacale sia un requisito fondamentale per la realizzazione di accordi corporativi. Negli esempi che risalgono ai tardi anni ’ 30, infatti, un partito socialdemocratico o non esisteva o era estremaemnte debole. Ad esempio in Svizzera era al potere una coalizione di centro-destra di cattolici, mentre i socialisti rimasero tagliati fuori a livello nazionale — essi infatti go vernavano già alcuni cantoni — fino al dopoguerra. E dunque evidente che gli accordi corporativi possono avere origine sia in un periodo di alta che di bassa congiuntura. Ma analizzando ora l ’ attuale fa se di tensione cui sono sottoposti questi sistemi, emerge una gran varietà di situazioni. Innanzitutto qualcuno deve pagare per questi accordi, ed in ge nere paga «chi non è invitato a cena», e cioè i gruppi sociali scarsamente or ganizzati, in particolare stranieri, donne o altre minoranze non protette. Il problema sorge in quanto, più gli accordi corporativi si rafforzano, più si ri duce il numero di soggetti ai quali è possibile passare i costi. In posti come Austria o Svezia praticamente tutti i gruppi sono organizzati nei sindacati centralizzati, che rappresentano non solo la classe operaia ma anche, e piut tosto efficacemente, gli interessi di ampi settori di consumatori, donne ed anche minoranze etniche e nazionali (come i lavoratori stranieri). In questo modo, si tende ad un sistema di contrattazione di classe di tipo corporativo, da cui sono esclusi ormai solo pochi soggetti, e ciò crea notevoli problemi. D. Tutto ciò ricorda la tesi espressa dal politologo conservatore Hunting ton in «La Crisi della Democrazia», secondo la quale la democrazia dopotut to ha sempre funzionato solo grazie alTesclusione di qualcuno dal sistema, il che sta a significare che la democrazia rischia la paralisi se questa esclusione non viene continuamente ricreata. R. È questa un ’ argomentazione estremamente importante, che si cela dietro a tutte le interpretazioni pluralistiche della democrazia, ed in partico lare a quelle americane: il sistema non funzionerebbe senza una notevole dose di apatia e senza la presenza di numerosi gruppi male organizzati. È chiaro che in un sistema caratterizzato da un alto livello di politicizzazione e

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