Problemi della transizione 1983
PROBLEMI DELLA TRANSIZIONE
Un ’ analisi degli sviluppi della situazione svedese che fornisca elementi di riflessione generale anche ai movimenti operai negli altri paesi deve però te nere conto del declino subito dal partito democratico nel corso degli anni ’ 70, declino che ha poi coinciso con la rimessa in discussione del compromes so storico da parte del movimento operaio e si è tradotto in una serie di scon fitte elettorali. Questa crisi peraltro non è comprensibile se non si considera la storia recente del partito socialdemocratico, che nel secondo dopoguerra era riuscito a realizzare un nuovo compromesso di classe, alleandosi questa volta non più con i contadini, bensì con gli impiegati. Questo accordo si svi luppò negli anni ’ 60 in connessione con la battaglia per la riforma delle pen sioni che costituì uno dei principali temi politici del decennio e che permise a questo partito di accrescere la propria influenza entro un gruppo, quello appunto degli impiegati, che costituiva un settore dell ’ elettorato in rapida crescita. I socialdemocratici svedesi, inoltre, godevano anche dell ’ appoggio di quella larga maggioranza della popolazione che beneficiava del modello di welfare state da loro introdotto. Così i partiti borghesi svedesi, in vista del le elezioni del 1976 e del 1979, non avevano potuto condurre una campagna contro il welfare state, sulla falsariga di quelle della Thatcher in Gran Breta gna e di Reagan in America; al contrario, avevano dovuto porsi non come i migliori tutori del welfare state, in diretta concorrenza con i socialdemocrati ci. Questo successo del welfare state in Svezia nasceva senz ’ altro dalla natura universale dei suoi programmi, che erano riusciti a coinvolgere tutti i cittadi ni in situazioni omogenee, fino a gettare le basi di una cooperazione politica tra i diversi settori dell ’ elettorato. Tuttavia, ciò che in realtà costituì la pre messa delle sconfitte elettorali dei socialdemocratici negli anni ’ 70 fu la loro perdita di credibilità sul tema della piena occupazione, credibilità che aveva no acquistato negli anni ’ 30 e poi confermato con lo sviluppo degli anni ’ 50. Ma a partire dagli anni ’ 70 i socialdemocratici svedesi avevano intrapreso una politica economica che comportava un tasso di disoccupazione piuttosto alto — quantomeno per gli standard svedesi, visto che venne giudicato «drastico» un aumento che aveva portato il tasso di disoccupazione dall ’ 1,5-2% a poco più del 3%. Comunque, i socialdemocratici vennero considerati direttamen te responsabili di questo aumento: i sondaggi di opinione rivelarono in que sto senso che un governo borghese era ora visto come un ’ alternativa reale, senz ’ altro più affidabile di quanto non fosse quello in carica ai fini del man tenimento di un alto tasso di occupazione. Ciò non fece che confermare le pretese già avanzate dai partiti borghesi — quelle cioè di essere in grado di tutelare il welfare state meglio dei suoi iniziatori. D ’ altra parte, elemento determinante della sconfitta del partito socialdemocratico nel 1976 fu la questione dell ’ energia nucleare: in questa occasione, infatti, il centro riuscì a mobilitare l ’ ex partito agricolo ed il partito per la difesa dell ’ ambiente fino a coagulare tutta l ’ opposizione alla costruzione di centrali nucleari, mentre i socialdemocratici venivano presentati come i soli favorevoli a questo modello energetico. Altri temi contribuirono peraltro all ’ erosione della fiducia dell ’ elettorato nel partito al potere: oltre ai temi — già ricordati — della po litica occupazionale, una parte rilevante fu tenuta anche dalla questione del fondo-salari e dalla supposta crescente burocratizzazione e centralizzazione del partito. Nelle elezioni del 1979, la questione nucleare emerse nuova mente come il tema politico centrale: l ’ incidente avvenuto negli impianti americani di Three Miles Island ebbe in Svezia un impatto forse maggiore che negli altri paesi, e portò al referendum dei primi mesi del 1980, in cui
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