Problemi della transizione 1983

Il labour party

vegno tenuto a Nuffield College, Oxford, che rappresentano la mappa forse più completa del partito e i suoi problemi come essi si presentavano prima delle elezioni del 1983. Nel confronto elettorale del 1979, insiste Crewe, lo spostamento di voti nel settore della classe operaia specializzata (skilled wor- kers) è stato del 10-11% dai laburisti ai conservatori, con un livello di 16% fra gli operai più giovani. Più in generale uno spostamento di 9% fra il 1964 e il 1979 ha ridotto il tradizionale vantaggio dei laburisti nella classe operaia dal 31% al 13% nello stesso periodo. Crewe giudica che «l ’ erosione del so stegno per il Partito laburista all ’ interno della classe operaia (è stato) il cam biamento cruciale», e da qui procede a chiedersi se questo declino è dovuto ad un declino generale di coscienza di classe, oppure ad un crollo dell ’ identi ficazione fra classe e partito sul piano degli obiettivi o dei metodi. Offrendo la propria versione di dati abbastanza noti, Crewe conferma che sicuramente il declino nella coscienza di classe c ’ è stato: davanti alla domanda «A quale classe sociale Lei crede di appartenere?» soltanto 39% di quelli in possesso di lavori «manuali» hanno risposto «classe operaia» nel 1979; nel 1964 la cifra fu del 44% 2 . Ma è sul piano degli issues, delle posizioni del partito sui singoli proble mi, che si rivela la drammatica distanza che si è aperta in questi anni fra il la burismo e la base operaia del suo elettorato tradizionale. In sondaggi detta gliati fatti al momento delle elezioni del 1979, gli interrogati furono chiesti di pronunciarsi su 8 problemi chiave: la disoccupazione, la conflittualità in dustriale, la politica dei redditi, le nazionalizzazioni, i servizi sociali, i pro blemi inter-razziali, il peso fiscale e il Mercato Comune. Ebbene, su 6 di questi issues (tutti tranne la priorità della riduzione delle tasse contro il man tenimento dei servizi sociali, e l ’ opposizione alla CEE), non solo la maggio ranza degli intervistati in generale, ma anche la maggioranza di provenienza operaia preferivano le posizioni conservatrici a quelle laburiste. Anche in questa area una prospettiva di lungo periodo è possibile. Esistono infatti da ti, risalendo al 1964, sull ’ atteggiamento dell ’ elettorato verso alcuni obiettivi laburisti fondamentali: le nazionalizzazioni, i servizi sociali, e il potere sin dacale, essendo il Partito laburista per il rafforzamento e l ’ espansione di tutti i tre. Qui Crewe parla di « uno spostamento di opinione del tutto ecceziona le»: mentre nel 1964 l ’ elettorato laburista accettava a larga maggioranza questi obiettivi (dal 57% a favore delle nazionalizzazioni all ’ 89% a favore dell ’ espansione del welfare state), ora meno di un terzo di questo elettorato sostiene questi obiettivi incondizionatamente «e naturalmente fra gli operai e l ’ elettorato nel suo insieme il livello di appoggio era ancora più basso», ag giunge Crewe 3 . Lo stesso Crewe insiste comunque che i dati possono essere contraddittori, e che è possibile sempre raccogliere un tipo di consenso sugli obiettivi finali di molte politiche laburiste: l ’ eliminazione della povertà, una maggiore uguaglianza nella distribuzione della ricchezza, una maggiore de mocrazia nei luoghi di lavoro. Allo stesso tempo un personaggio come Roy Hattersley, contendente di primo piano per la successione a Michael Foot, ha insistito che la sua maggioranza cresciuta alle elezioni del 1983 era dovuta al

1 Percentuali dell ’ elettorato totale. 2 IVOR CREWE, Thè Labour Party andthè Electo rate, in Dennis Kavanagh (ed.), Thè Politics of thè Labour Party , London, 1982, pp. 9-26. 3 Ibid. , pp. 26-40.

31

Made with FlippingBook Ebook Creator