Problemi della transizione 1983
Il labour party
aumentato la quantità e velocità di circolazione della cultura politica, è dub bio se la sua qualità abbia aumentato altrettanto 12 . Quindi mentre il Partito avrebbe dovuto prepararsi a governare e ad applicare l ’ Alternative Economie Strategy, spesso invece dava l ’ impressione di un congresso di scioglimento di una serie di gruppi extra-parlamentari fusi da un paio di anni «per fare il co muniSmo». Mentre la sinistra insisteva sulla supremazia dell ’ assise parlamen tare, la debolezza dell ’ opposizione alla Thatcher in quella sede, tranne rare occasioni come ad esempio nel dibattito sul deterrente nucleare britannico, era diventata notoria. Mentre i sondaggi e le elezioni parziali avvertirono ampiamento dell ’ argine che si era apeno fra partito ed elettorato, gli attivisti e la leadership insistevano nel loro disprezzo per ogni professionalismo poli tico, al punto che — secondo il Sunday Times post-elettorale — il segretario del Partito conservatore, Cecil Parkinson, ha persino pensato di prestare al Labour alcuni dei suoi consiglieri e managers politici per fare fronte comune contro la minaccia dell ’ Alleanza social-democratica-liberali. La «gang dei quattro», l ’ ironico titolo dato al gruppo di ex-leader laburisti che hanno fondato il nuovo partito Sociale democratico (SDP), ha insistito fin dall ’ inizio che la sua azione era determinata soprattutto dallo «snatura mento» del Partito laburista da parte delle sinistre, le quali l ’ avrebbe portato lontano dalle sue tradizionali radici democratiche 13 . E anche necessario dire che il nuovo partito non sarebbe possibile senza l ’ erosione del sostegno glo bale per entrambi i partiti maggiori. Negli anni ’ 50 essi raccoglievano sem pre fra 1 ’ 85 e il 95% del voto. Nel 1979 la cifra fu dell ’ 80.8% e nel 1983 del 71.8%. (Fenomeni quale l ’ imprevisto ritorno di Harold Wilson al potere nel febbraio 1974 sarebbero inspiegabili senza la presenza di questo sviluppo). Allo stesso tempo i Social-democratici accoglievano e speravano di usare co me base sociale quei cambiamenti di status, di reddito e di atteggiamento presente in gran parte della classe operaia e della piccola borghesia che il Par tito laburista rifiutava di riconoscere con tanta ostinazione. Il vuoto dello spazio politico di centro era evidente a tutti: si trattava di offrire «ancora di più, non di meno, di cambiamenti radicali, ma con una reale stabilità di di rezione»; quindi ri-definizione della frontiera fra pubblico e privato, de centralizzazione, democratizzazione sui luoghi di lavoro e nel Welfare State, gestione della domanda globale usando tecniche sviluppate in Scandinavia e Austria, qualità della vita piuttosto che crescita economica incontrollata ecc. 14 . Critici maligni non esitavano a speculare che si trattavano di obiettivi non nuovi nella sinistra inglese, ma fattibile solo espellendo il fattore «gran di sindacati» dalla scena. Non è qui il momento per discutere le molte illusioni che sono crollate
12 Una dignitosa eccezione a questa generalizza zione è la rivista bi-mensile «New Socialist», usci ta per la prima volta nel settembre 1981 è ormai diventata la rivista di sinistra più venduta in In ghilterra. Il suo comitato di redazione compren de alcuni fra i migliori delle vecchie e nuove leve della sinistra laburista, anche se la rivista ospita articoli da ogni parte del movimento. 13 Cfr. la lettera aperta scritta da Shirley Wil- liams, David Owen e William Rogers, ancora all ’ interno del Partito laburista, pubblicata dal «Guardian», 1/8/80.
del «Council for Social Democracy», «Financial Times», 26/1/81. Le migliori guide alla visione dei nuovi social democratici sono SHIRLEY W il - LIAMS, Politics is for People, Harmondsworth 1981, DAVID O wen , Pace thè Future, London 1981 e D avid M arquand , Russet-Coated Cap- tains: Thè Challenge of Social Democracy , SDP, London, s.d.; l ’ insistenza sulla stabilita di dire zione comunque deve molto all ’ analisi di MI CHAEL S tewart , ThèJekyll andHyde Years: Po litics and Economie Policy since 1964, London, 1977.
14 Citazione dalla dichiarazione di fondazione
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