Problemi della transizione 1983

PROBLEMI DELLA TRANSIZIONE

rogative di Londra, neutralizzando con tutte le risorse di Whitehall — la zo na dei Ministeri e dell ’ alta burocrazia governativa — questa scomoda richie sta dal basso. Sharpe comunque mette in rilievo i fattori strutturali ed ideo logici nel mondo laburista che alimentano il suo centralismo, dalla fede nel le tradizioni parlamentari al disinteresse nel governo locale, dalla fiducia nel la pianificazione globale (e quindi condotta dal centro), all ’ insistenza sulle differenze di classe, non di zona, come la divisione sociale cruciale. Il mondo sindacale, altamente centralizzato fin dall ’ inizio, costituiva un ’ altra forza spingendo la crescita del partito in questo senso, mentre l ’ insistenza ideolo gica sull ’ eliminazione delle disuguaglianze significava anche controllo dall ’ alto della misura di uniformità, per esempio nello standard dei servizi sanitari. La stessa macchina organizzativa, fatta dalle sezioni alla base del partito, ha sempre avuto come funzione principale l ’ elezione del candidato locale al parlamento nazionale, anche se con il nuovo sistema per tenere sot to occhio il comportamento del deputato e per partecipare all ’ elezione del leader, la base ha finalmente riconquistato un po ’ di spazio 27 . Tuttavia il problema di fondo rimane, e nella nuova situazione caratterizzata dalla di stribuzione dei seggi nelle zone periferiche in declino, non può che diventa re una sfida di grosse dimensioni: come riconciliare questa realtà con il cen tralismo sempre così marcato dentro il Partito? * * * Ma ci sono altre riflessioni da fare sulla parabola laburista, riflessioni che vanno oltre il momento pur drammatico del giugno 1983. L ’ intenso dibatti to di questi anni sulla storia inglese nel suo insieme dalla Seconda guerra mondiale in poi ha posto in termini molto chiari la questione: in che modo sono compatibili fra di loro nel lungo termine piena occupazione, stabilità dei prezzi, libero mercato del lavoro e dei salari? Non è inevitabile, si chie dono gli economisti e gli alti funzionari dello Stato responsabili per la gestio ne delle politiche economiche, il crollo di tutto nel caos inflazionistico, come infatti è successo durante gli anni settanta? 28 * * In questa visione il keynesianismo parziale della politica economica degli anni ’ 5O- ’ 6O avrebbe salvato i due obiettivi laburisti e sindacali della piena occupazione e la libera trattazione salariale, anche se il basso ritmo della cre scita produttiva era già un motivo di preoccupazione dal I960 in poi. Ma senza neanche questi livelli di crescita del 2-3% all ’ anno, e con il caos dei mercati di esportazione, la sterlina «galleggiante» e l ’ inflazione mondiale dopo il 1974, tutte le premesse del riformismo laburista sarebbero andate

27 L.J. SHARPE, Thè Labour Party and thè Geo graphy of inequality: a Puzzle, in D. Kavanagh, op. cit. , pp. 135-70. 28 Tre fra i molti libri su questo argomento: JOHN E atwell , Whatever happened to Britain: thè Economia of Decline, London 1982; FRAN CES CAIRNCROSS (ed.), Changing Perceptions of Economie Policy, London, 1981; SlR L eo PLIATZ KY, Getting and Spending, public expenditure, employmentandinflation , London, 1982.

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