Problemi della transizione 1983
PROBLEMI DELLA TRANSIZIONE
posizione', la costruzione di un contropotere era il motivo di espansione deci sivo. La logica dell'espansione dell'associazione seguiva tre regolarità dell ’ estensione del potere all ’ interno di «spazi liberi» e «canali d ’ occasione»: 1 ’ affermarsi di pretese di rappresentanza totale; la successiva massima incor porazione di interessi professionali, così come la sistematica e graduale com penetrazione di stato e partiti. La logica del consolidamento e dell'incremento del potere si compiva su due livelli decisivi: per primo quello della crescente concentrazione, centra lizzazione e specializzazione delle associazioni di interesse, poi quello della formazione di un cartello d ’ élite dei «partner sociali». Questa lotta di posi zione istituzionale era fortemente limitata mediante la dinamica propria e le conseguenze secondarie dell ’ autoorganizzazione e cooperazione associative. L'odierna It^SP non è né una struttura definitiva né era stata così program mata in anticipo, o anche solo prevista, da uno qualsiasi dei contraenti. Tut tavia divenne, in quanto risultato istituzionalizzato di conflitti di classe pre cedenti, una struttura autonoma, con una determinata «forza di gravità», con forme di riproduzione e vantaggi secondari per tutti gli interessati e tra sformò dunque le regole delle future lotte di potere e gli ambiti degli svilup pi sociali. L'architettura e la logica di funzionamento dell ’ attuale WSP vengono perciò ricostruite sulla base dei loro principi costitutivi di organizzazione, co me se essa fosse (stata) oggetto di decisioni strategiche fra alternative politi che dello sviluppo delle associazioni. Sull ’ organizzazione politica di interessi economici 1. La WSP si basa su una forma politica precisa di organizzazione degli interessi professionali', gli interessi oggetto di trattativa vengono rappresenta ti al massimo grado, concentrati, centralizzati, rappresentati monopolistica mente e integrati verticalmente, le stesse organizzazioni degli interessi ven gono il più possibile razionalizzate e modernizzate. Tutti gli interessi profes sionali, che possono essere molteplici e altamente differenziati, sono, per mezzo del numero minore possibile di associazioni di interesse non concor renziali, mediate il più possibile «in alto» e in modo non formale; cioè sono rappresentati e controllati. Ciò stesso non è senza premesse. 1.1. L ’ iscrizione obbligatoria al sistema delle Camere [Camera dei lavora tori, camera di commercio, n.d.t.] rende possibile ma non garantisce, da so la, la massima rappresentatività — e in ogni caso la garantisce in modo pura mente formale; d ’ altra parte, senza un sistema di rappresentanza obbligato- rio, non sarebbe sicuramente raggiunta una legittimità certa. Proprio la combinazione di rappresentanze di interessi obbligatorie, forti e «libere» crea la più ampia rappresentatività. Tale duplicità associativa funziona essa stessa solo in presenza di una tacita divisione del lavoro fra organizzazioni paralle le; di aiuti di organizzazioni statali anche per le associazioni «libere»; di una legittimazione plebiscitaria all ’ interno di associazioni coattive e unitarie, at traverso l ’ accettazione di frazioni politiche nel sindacato unitario o della competizione interna nelle elezioni delle Camere; e, infine, di una subordi nazione delle rappresentanze di interessi autonome al «ruolo guida» delle Camere, da parte degli imprenditori.
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