Problemi della transizione 1983
Sull ’ esperienza austriaca
1.2. La posizione egemonica delle Camere nei confronti delle associazioni dibere» non è necessaria per le Camere dei lavoratori e i sindacati, al contra rio di quanto avviene per le organizzazioni degli imprenditori. Gli impren ditori si inseriscono nell ’ arena politica e si legano agli accordi di collaborazio ne in maniera incomparabilmente più diffìcile dei lavoratori. Questa asim metria strutturale deve essere conciliata, attraverso il controllo e l ’ autoammi nistrazione collettiva, con gli interessi degli imprenditori, potenzialmente più perturbanti. Quanto più divergenti, conflittuali e potenti sono gli interessi rappresen tati al di fuori delle loro organizzazioni, tanto più la corrispondente molte plicità di associazioni «libere» deve essere sottoposta alla forza egemonica de gli organismi di diritto pubblico. Solo questa molteplicità, ordinata in senso verticale, di rappresentanza degli interessi degli imprenditori abbina effica cemente le associazioni «libere» e le strutture obbligatorie, senza distruggere la libertà di scelta e la flessibilità istituzionale. 1.3. La WSP si basa sulla rappresentanza del numero più alto possibile di interessi mediante il numero più basso possibile di associazioni — «i quattro grandi» [i sindacati, le Camere dei lavoratori, le Camere di commercio e de gli industriali, le associazioni dei contadini, n.d.t.]. Ogni ampiamento dei partecipanti rendeva più difficile la collaborazione. Una simile massima con centrazione esige dagli imprenditori la preminenza delle Camere, da parte dei lavoratori la forma di organizzazione politica del sindacato unitario e il principio di struttura del sindacato dell'industria. 1.4. La limitazione del numero dei partecipanti alla collaborazione ha bi sogno non solo di un alto grado di accorpamento e unificazione degli inte ressi, ma anche dell ’ esclusione/dominio delle rappresentanze di interessi concorrenti. Così, all'incirca, la posizione di monopolio dell ’ ÒGB [òsterrei- chischer Gewerkschaftsbund, il sindacato unitario austriaco, n.d.t.] rispetto alle trattative e alla proclamazione degli scioperi presuppone il suo controllo sui consigli d ’ azienda, in quanto rappresentante degli interessi previsto dalla legge a livello d ’ impresa. Lo statuto del lavoro o la legge per le camere di commercio assicurano inoltre una tale effettiva monopolizzazione . L ’ intero settore della politica economica, finanziaria e sociale diviene territorio incon trastato delle grandi associazioni. 1.4.1 Una integrazione degli attuali monopoli economico-politici e dei centri di potere (governo, amministrazione pubblica, banca nazionale, «bu rocrazia sociale» autoamministrata, industria statale, grandi partiti politici «affini», istituti per la ricerca economica) nella collaborazione associativa raf forza il monopolio della rappresentanza degli interessi. La posizione di mo nopolio rispetto ai propri membri si basa sull ’ influenza acquisita su impor tanti monopoli esterni — e mantiene la cooperazione. 1.4.2 Infine non vengono monopolizzate solo determinate competenze della rappresentanza d ’ interessi, ma anche il potere collettivo di definire quali interessi professionali devono essere assolutamente organizzati e quali devono essere esclusi in quanto non trattabili. Attualmente ciò significa, più o meno, trascurare o subordinare gli inte ressi dei consumatori e della difesa dell ’ ambiente, non ancora in grado di conflittualità autonoma, al cartello degli interessi dei produttori di capitale e di lavoro.
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