Problemi della transizione 1983

Sull ’ esperienza austriaca

Sottodeterminazione ideologica 4. La WSP non significa né la «fine delle ideologie», né ha bisogno, o per mette, una «ideologia della cooperazione sociale» unitaria e comune. La prassi della cooperazione antagonistica ha molto più bisogno di una inter pretazione che derivi dalle posizioni ideologicamente inconciliabili dei con traenti. La WSP è necessariamente, dal punto divista ideologico, indetermi nata. 4.1 La regolazione cooperativa dei conflitti presuppone interessi e ideolo gie contrapposti. Il tanto evocato consenso di base si limita ad alcune massi me operative, a un consenso pragmatico relativo alle procedure a un politico agreement to disagree (così nel testo, n.d.t.) — un riconoscimento realistico di differenze ideologiche insolubili e persistenti. 4.2 Non c ’ è né può esserci, in regime democratico, una ideologia comune della «collaborazione sociale». Mentre i lavoratori promuovono e praticano sempre la cooperazione, senza poterne trarre la propria concezione del mon do, la parte imprenditoriale insiste di volta in volta su una sopravvalutazione delle forme di cooperazione rivolte contro di lei, celebra la «collaborazione sociale» senza accettare tutte le conseguenze di una politica economica di collaborazione. L ’ inclinazione alla collaborazione, come anche la disponibi lità alla ideologizzazione sono diversamente distribuite — con inversione di segno e, talvolta, anche con oscillazioni: durante l ’ ultimo quarto di secolo, l ’ accettazione o il rifiuto della WSP hanno caratterizzato sia la destra sia la si nistra. 4.3 La WSP è conciliabile, contemporaneamente , con posizioni ideologi che inconciliabili e contrapposte fra di loro — proprio questa è la sua forza. La medesima collaborazione viene interpretata da parte degli imprenditori come «controprincipio» della «lotta di classe» e come suo «superamento» e, al tempo stesso, da parte dei lavoratori come lotta di classe «sublimata» o «al ta volo verde»: in tal modo, in ogni caso, essa viene giustificata dalle associazio ni di fronte ai propri aderenti. Lo spettro della coesistenza ideologica si estende dalle interpretazioni della WSP di tipo democratico-economico, so cialista neo-gildista, austro-marxista (la «democrazia funzionale»), fino alle concezioni «professionali» nella teoria sociale cattolica — e, talvolta, anche molto più lontano. 4.4 La coesistenza ideologica di interpretazioni inconciliabili della WSP all'interno della WSP viene resa più facile non solo dalla presenza di ele menti simili in entrambe le aree di pensiero (orientamento statale, liberali smo debole), ma anche dalla discrepanza ormai tradizionale fra «programma dei giorni di festa» e pragmatismo quotidiano («Marx/encicliche papali per la domenica, Keynes per i giorni feriali»). Con ciò viene istituzionalizzato un doublé talk ideologico (così nel testo, n.d.t.) che consente una commutazio ne flessibile dalla fraseologia «di schieramento» a una retorica «del bene co mune». Decisivo per la regolamentazione cooperativa dei conflitti è il fatto che i contrasti ideologici non scompaiono e non possono diventare più acuti, ma devono essere mantenuti a un livello medio: solo ciò garantisce la coerenza interna alle associazioni, l ’ identificazione dei membri e la disciplina dell ’ or ganizzazione, senza le quali la WSP non può sussistere. 4.5 La sottodeterminazione ideologica produce, complessivamente, una certa contraridizione morale e una scarsità di forza motivazionale della WSP.

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