Problemi della transizione 1983
PROBLEMI DELLA TRANSIZIONE
Il corporatismo «liberale» libera sì la collaborazione dalle ideologie «della co munità», ma manca, con il suo autoaccontentarsi di un consenso procedurale privo di contenuti, della dignità o perfino dell ’ eroismo di una visione politi ca democratica. La WSP non può motivare le persone al di là di un calcolo di interesse personale, può ottenere adesioni solo come benevola sopportazio ne. La persistente forza di mobilitazione delle ideologie, irrinunciabili anche sul terreno neutrale della WSP, rimane presso le associazioni e nasconde così il pericolo di tendenze centrifughe, mentre una funzionalizzazione troppo esplicita delle visioni ideologiche alla manipolazione degli aderenti consu merebbe rapidamente la loro forza di integrazione. La WSP può entusiasma re, e ha bisogno di farlo, solo pochi, ma trova i suoi limiti nella capacità di sollevare entusiasmo delle altre ideologie. Ruolo guida della WSP, dominio delle associazioni 5. La stabilità di medio periodo della WSP si basa su una serie di condi zioni generali macropolitiche e autoprodotte, che significano primato fun zionale di interessi funzionali, un «ruolo guida» delle associazioni, un ’ ege monia della politica della WSP. 5.1 La WSP funziona solo come ampio sottosistema di mediazione coope rativa degli interessi, su tutti i piani della formazione della volontà politico economica e dell ’ adempimento delle misure adottate. Solo una vasta com penetrazione politica offre sufficienti occasioni di compromesso, possibilità di scambio (o di «integrazione di proposte diverse»), spinte alla coordinazio ne. Mentre tuttavia la stessa cooperazione aumenta le interdipendenze ed estende le competenze, nasce a poco a poco la problematica di una limitazio ne sensata delle competenze: la WSP deve essere competente rispetto a mol te cose e, in alcuni settori politici, deve essere l ’ unica competente, ma non può occuparsi di tutto senza sollevare resistenze o senza sovraccaricarsi (per esempio, la questione della tecnologia nucleare). 5.2 La WSP è possibile solo senza una regolamentazione giuridica e il controllo statale della collaborazione delle associazioni, come autoammini strazione intermedia collettiva di interessi professionali organizzati. La sua autonomia e importanza rispetto al sottosistema politico si basano su regole del gioco indipendenti, proprie dell ’ equilibrio cooperativo degli interessi, nei confronti della concorrenza politico-partitica, così come sul fatto che le associazioni hanno a disposizione risorse proprie, superiori a quelle dei parti ti (mezzi finanziari, competenze tecniche, voti «sicuri» e lealtà). 5.3 La coesistenza dei sottosistemi U^SP e parlamentarismi differenzia il neo-corporatismo dalle forme dello stato corporativo autoritario; la divisione politica del lavoro fra di essi — stabilita per mezzo della cooperazione invece dell ’ innovazione per mezzo della concorrenza — è stata spesso descritta. E stato tuttavia sempre trascurato il fatto decisivo che in questa divisione del lavoro la WSP diventava il sottosistema politico dominante. Questo «ruolo guida» della si basa sul primato delle associazioni di interesse, nei con fronti di tutte le altre organizzazioni inclusi i partiti politici, rispetto alla loro complessità strutturale, alle risorse organizzative e alle funzioni socio economiche; allo stesso modo si basa su una trasformazione del parlamenta rismo «classico» in una «democrazia consociativa» (così nel testo n.d.t.) che,
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