Problemi della transizione 1983
Crisi dello stato sociale
Questi tre ideal-tipi di W.S. identificano anche, per così dire, tre modelli di politica sociale. Considerati in via astratta sono, in qualche modo, degli approcci paradigmatici di risoluzione dei «problemi sociali», cioè di quei problemi che non possono essere affrontati e risolti da singoli individui e fa miglie. Per questo possono essere letti in sequenza (logica e storica), oppure usati come modelli «puri» che vengono empiricamente (politicamente) me scolati fra loro. Possono essere sovrapposti o compenetrati per un settore par ticolare di intervento (es. istruzione o sanità), oppure per più settori, oppure ancora per la gestione complessiva dell ’ intero sistema societario. Per quanto riguarda l ’ Italia, si può affermare che, dopo la crisi economica del 1963 e ancor più dopo quella del 1973, l ’ assetto societario complessivo è venuto svolgendosi nel senso di un W.S. istituzionale sempre più accentua to. Per certi aspetti della legislazione degli anni ’ 70, si può anzi dire che il W.S. italiano tendeva (sottolineo tendeva) a farsi W.S. totale. E ciò anche, ovvero proprio in risposta alle carenze, ai limiti, alla crisi del W.S. istituzio nale. Esempio tipico può essere considerata la legge di riforma sanitaria (leg ge n. 833/1978) in tanto in quanto essa ha inteso soppiantare radicalmente il sistema mutualistico di garanzie sanitarie proprie del vecchio modello di stato assistenziale. Paradossalmente si potrebbe dire che l ’ aver tentato di in staurare un W.S. totale (seppure in modo parziale, per il settore sanitario) sia stata la migliore decisione per riprivatizzare i modi di soddisfacimento dei bisogni socio-sanitari, e per di più in maniera «perversa». Nella svolta fra gli anni ’ 70 e gli anni ’ 80, però, il modello di W.S. «istitu zionale ad orientamento totale» è entrato in una crisi sempre più acuta. In questa sede non è il caso di riassumere le cause e i meccanismi di crisi del W.S., in particolare italiano 8 . I sintomi sono noti e così pure i dilemmi che ne scaturiscono. Il problema di fondo che molti oggi si pongono è quello di capire se la cri si dell ’ assetto istituzionale del W.S. sia solo congiunturale o strutturale. Questa formulazione tradisce già, nel suo linguaggio, una riduzione di tipo economicistico che non è del tutto accettabile. Dovendo comunque pronun ciarsi, almeno in linea di massima, direi che non ci si può affidare totalmen te né a una tesi né all ’ altra, e tanto più quindi sono propenso a ritenere che non si possa e non si debba assumere un atteggiamento «fondamentalista» secondo il quale quella presente sarebbe la crisi decisiva, ultima e definitiva, anche se non di breve periodo, del W.S. In realtà, asserire che la crisi sia solo «congiunturale» presupporrebbe ritenere che — dopo un certo periodo di «disorganizzazione» e di «deficit» — il W.S. potrebbe riassorbire in sé gran parte delle nuove istanze emerse per un superamento dei limiti e dilemmi attuali. Il che appare assai improbabile (anche se non impossibile) e per certi aspetti anche non desiderabile ove si considerino le attuali difficoltà di «so vraccarico» e ove si vogliano mantenere gradi elevati di libertà per il sistema societario (supposto che, per superare crisi e dilemmi del modello istituzio nale, il W.S. facesse ricorso alla filosofia tradizionale che lo ispira e che met terebbe capo ad un W.S. «totale). All ’ opposto, sostenere che la crisi sia
8 Rimando a G. ROSSI, P. DONATI, 1982 e all ’ ampia letteratura ivi considerata e citata. Si veda inoltre: P. DONATI, 1982.
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