Problemi della transizione 1983
PROBLEMI DELLA TRANSIZIONE
per soluzioni solidaristiche anche se di «defezione» dal W.S. Su questi problemi è opportuno soffermarsi più ampiamente. 5. Il volontariato e i suoi rapporti con il sistema politico amministrativo (stato-ente locale) Il volontariato è un fenomeno complesso e inafferrabile perché riguarda tutte le modalità di risposta all ’ assenza, inefficienza, rigidità e, in ultima analisi, al «declino» del W.S. tradizionale 19 . In altri termini il volontariato può esprimersi: (a) in forme di volontariato (partecipativo) sociale e civile nelle istituzioni del W.S., (b) in forme di exit alternativo e (c) in forme di exit collaborativo. Gli è estranea solo la risposta in termini di apatia (rinuncia all ’ impegno e allo scambio). Per questo conviene distinguere fra le sue diver se manifestazioni specifiche, e ciò anche per le differenti implicazioni di or dine sociale, giuridico, legislativo e amministrativo che tali manifestazioni comportano. In linea di principio si può convenire nel definire genericamente il volon tariato: come servizio reso da singoli e da gruppi; in modo gratuito, disinte ressato e possibilmente continuativo; per il perseguimento di finalità sociali; attraverso competenze adeguate ai compiti che si intendono svolgere; in strutture proprie o nell ’ ambito di strutture pubbliche; in risposta a bisogni autonomamente individuati. Tuttavia questo genere di definizioni non dice molto e, anzi, può essere fuorviarne. Infatti, questi caratteri generali, di cui solo alcuni sono rintrac ciabili nella legislazione (nazionale e regionale) già vigente, ed anche nei progetti di legge in discussione, non soltanto non ci aiutano molto a inqua drare e definire il fenomeno, ma risultano a volte contraddittori fra loro, tra discono spesso un ’ impostazione tutta basata sulla volontà di arginare e rias sorbire il consenso e le forze vitali che operano altruisticamente, e soprattut to mancano di distinguere chiaramente fra il volontariato come azione del singolo e come struttura sociale organizzata. Se, infatti, è evidente che il vo lontariato del singolo cittadino come individuo non può e non deve essere retribuito allorché si esercita nelle strutture pubbliche oppure nasce dal biso gno immediato di un suo simile, assai differente è l ’ azione del volontariato come organizzazione , la quale ha dei costi, deve poter far ricorso a mezzi e operatori che — per l ’ impegno che richiedono — non possono essere sempli ci volontari. Ha insomma ben altre esigenze, pur basandosi in massima parte sull ’ apporto di lavoro del tutto gratuito. La legislazione italiana non sembra aver ancora affrontato queste sensibili differenze. Un antiquato quadro giuridico frena e rimuove le spinte per una nuova normatività che riconosca la realtà del volontariato così come £ 20 . So ciologicamente, ciò che si deve mettere in rilievo è la diversa natura e struttu ra dei sistemi interattivi e di scambio quando si passa dal rapporto individuo volontario/W.S. al rapporto gruppo volontario/W.S. Sotto questo aspetto 19 Ciò significa che riguarda tutte le caselle della fig. 2. 20 Sul significato e l ’ appello ad una «nuova nor matività»: CFR. N. L ipari , 1982.
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