Problemi della transizione 1983

Teoria della sfera pubblica

La rassegna della comparatistica politica condotta da Stein Rokkan può concludersi così con la denuncia di una oscillazione irrisolta tra il livello «mi- cro» e quello «macro», tra l ’ analisi del comportamento politico individuale e l ’ analisi di quello collettivo 4 . L ’ assenza di una trattazione sistematica delle relazioni micro-macro costi tuisce il corpo centrale dell ’ insufficienza teorica. Essa è del resto ribadita da quanto, entro i processi reali della crisi sociale, parla di una concreta, tangi bile lacerazione tra l ’ individuo e la collettività, tra l ’ agire individuale e l ’ agi re collettivo. E appunto questa lacerazione a costituire il punto focale della riflessione teorica contemporanea. La crisi dell ’ armonia «intuitiva» del pluralismo ha ri messo in moto le componenti classiche del pensiero politico liberale. Neouti litarismo e neocontrattualismo, peraltro attraverso contributi di grande rilie vo 5 , cercano di rimuovere l ’ assenza di teoria aggiornando i paradigmi della tradizione liberale. Sul piano della sociologia politica è la teoria neocorporativa a sanzionare la stanchezza del modello pluralistico ed a proporsi come riferimento e per una nuova comparatistica e per una nuova governabilità 6 . L ’ evidenza di assetti neocorporativi delle relazioni tra stato e società civile è però divenuta più marcata proprio in corrispondenza — nel corso degli an ni ’ 70 — della crisi di questi stessi assetti. L ’ arresto della progressione lineare della crescita economica ha infatti indebolito la condizione essenziale della loro vitalità ed è all ’ origine delle numerose sconfitte dei partiti socialdemo cratici e laburisti in Europa 7 * * * * * . Una nuova dislocazione delle discriminanti politiche tende allora ad affac ciarsi. Da un lato un nuovo «laisser faire», combinato o no con un «retrobot tega» di subcultura conservatrice, agita bandiere teoriche neoutilitaristiche. Dall ’ altro lato si va profilando un orientamento che potremmo definire «neocorporativismo morale» che combina un rinnovato interventismo statale con una «riscossa della morale», invocata per disciplinare le domande sociali, che sul piano teorico sembra attingere molto al neocontrattualismo di John Rawls. La divaricazione, chiara nei suoi aspetti generali, lo è però molto me no sul piano concreto. Le acquisizioni teoriche dell ’ analisi della crisi nel cor so degli anni ’ 70 si muovono in realtà in bilico tra i due versanti. La teoria

«Rivista Italiana di scienza politica» n. 1, 1983, pp. 103-131. 4 Cfr. S. ROKKAN, Cittadini, elezioni, partiti, Bologna, Il Mulino, 1982, in particolare pp. 47-129. 5 Cfr. per il neoutilitarismo M. OLSON, La logica dell'azione collettiva, Milano, Feltrinelli, 1983, per il neocontrattualismo J. RAWLS, Una teoria della giustizia, Milano, Feltrinelli, 1982. 6 Cfr. M. MARAFFI (a cura di), La società neocor porativa, Bologna, Il Mulino, 1981; S. BELLIGNI, Governi privati nel capitalismo maturo. A pro posito di neocorporativismo , in «Democrazia e diritto» n. 4-5, luglio-ottobre 1979, pp. 555-570; C. CROUCH, Stato, mercato e organizzazione: la teoria neocorporativa, in «Stato e Mercato» n. 2, agosto 1981, pp. 333-357. Cfr. anche H.L. Wl LENSKY, Neocorporativismo, accentramento e Stato assistenziale , Bologna, Cappelli, 1980.

7 La sconfitta laburista in Gran Bretagna matura con il fallimento delle ambizioni neocorporative del «patto sociale»: D. SASSOON, Gran Bretagna: la sconfitta dello Stato socialdemocratico, in «Critica Marxista» n. 2, marzo-aprile 1982, pp. 61-71.

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