Problemi della transizione 1983

PROBLEMI DELLA TRANSIZIONE

delle «aspettative crescenti» 8 , quella del «sovraccarico istituzionale» 8 , quella dei «limiti sociali allo sviluppo» 10 , quella della «società a somma zero» 1 r con tengono tutte, in diversa misura, elementi sia dell ’ uno che dell ’ altro versan te teorico. Gli schieramenti debbono dunque precisarsi ed assestarsi sia teori camente che politicamente. La ragione di questa precarietà è, in fondo, una ragione molto pratica. Gli schieramenti non si sono fino ad ora consolidati perché nessuno degli orientamenti teorico-politici è riuscito a suscitare un ’ impressione di durevole capacità di governo, meno che mai i loro ricettari si sono dimostrati in grado di fornire una risposta convincente alla crisi della democrazia, di superare la lacerazione tra individuo e collettività. Sul piano teorico, nonostante ben riconoscibili opposizioni, i due versanti hanno in comune il fondamentale paradigma dualistico della tradizione li berale. Essi si muovono, cioè, tra l ’ interesse e la morale nel tentativo di ri congiungere individuo e collettività. La denuncia di un eccesso di statualità si scontra con l ’ opposta denuncia di un difetto di statualità (morale); l ’ opposizione rischia continuamente di tra sformarsi in specularità e di ritrovarsi convogliata entro nuove forme di stata lismo 12 . L ’ assenza di teoria dipende quindi da un insuperato paradigma dualistico che vive sotterraneo in tutti i monismi teorici, compresi quelli del marxi smo 13 * * . La ricerca di nuovi criteri di analisi comparata delle società sviluppate ha allora bisogno di mantenersi più ancorata ai processi reali e di avvalersi di una teoria della crisi capace di superare i dualismi della tradizione. Quest ’ ultimo compito è stato fatto proprio dalla ricerca di Niklas Luh- 14 mann . Egli proclama la fine della tradizione «veteroeuropea», delle «controversie dicotomiche» che hanno trasferito nel dibattito teorico il dualismo di società

talista della società; cfr. in particolare K. MARX, Critica della filosofia hegeliana del diritto pub blico, in K. M arx , Opere filosofiche giovanili, Roma, Ed. Rinascita, 1950, pp. 13-170 e K. M arx , Critica al programma di Gotha, Roma, Samonà e Savelli, 1968. 14 Cfr. N. LUHMANN, Illuminismo sociologico, Milano, Il Saggiatore, 1983; N. LUHMANN, So ciologia del diritto, Bari, Laterza, 1977; N. LUH MANN, Sistema giuridico e dogmatica giuridica, Bologna, Il Mulino, 1974; N. LUHMANN, Potere e complessità sociale, Milano, Il Saggiatore, 1975; N. LUHMANN, Stato di diritto e sistema so ciale, Napoli, Guida, 1978; N. LUHMANN, Pote re e codice politico, Milano, Feltrinelli, 1982; J. H abermas -N. L uhmann , Teoria della società o tecnologia sociale? , Milano, Etas Kompass, 1973.

8 Cfr. in particolare D. BELL, L'economia della «famigliapubblica», in D. B ell -R. BOUDON, Le contraddizioni culturali del capitalismo , Torino, Biblioteca della Libertà, 1978, pp. 5-93. 9 Cfr. in particolare il saggio di Samuel Hun tington in M. C rozier -S. H untington -J. W a - TANUKI, Lz crisi della democrazia, Milano, An geli, 1977. 10 F. H irsch , 1 limiti sociali allo sviluppo, Mila no, Bompiani, 1981. 11 L.C. T hurow , La società a somma zero, Bo logna, Il Mulino, 1981. 12 C. DONOLO-F. F ichera , Il governo debole, Bari, De Donato, 1981; M. FEDELE, La deriva del potere, Bari, De Donato, 1981; A. BALDASSAR RE, Il retrobottega della democrazia , in «Labora torio politico» n. 5-6, settembre-dicembre 1982, pp. 78-111; A. B aldassarre , L o stato sociale: una formula in evoluzione , cit. 13 II rapporto tra il marxismo ed il dualismo li berale è ovviamente questione assai complessa. Resta il fatto che anche in Marx, nonostante la chiara individuazione del dualismo, la teoria del la democrazia è oscillante tra la penetrazione del la società civile nello stato e la trasformazione sta

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