Problemi della transizione 1983
Teoria della sfera pubblica
munita. Il dualismo ha origine dalla rimozione di questa natura della rela zione o dalla sua riduzione alle modalità di una concettualizzazione dicoto mica. Rimangono così in primo piano lo stato ed il mercato, la società civile e la società politica, l ’ individuo e la collettività, l ’ interesse e la morale mentre rimane nell ’ ombra la concreta struttura della relazione tra le varie polarità delle diverse versioni del dualismo. La ragione di questa rimozione afferisce da un lato alla precarietà della co munità creata dalla borghesia e dall ’ altro lato alle pretese dell ’ ideologia del mercato. Cominciando da quest ’ ultimo tema, le pretese totalizzanti dell ’ ideologia del mercato derivano dalla breccia universalistica a suo tempo aperta dal mercato entro il particolarismo della società preborghese. Il «laisser faire» assolutizza l ’ individuo ed assume l ’ apparenza di una forza naturale che surclassa e fa decadere le forme di vita comunitaria tradizionali. Ecco allora che, come dice Fernand Braudel, «l ’ inconsueto ci sottrae alla vista il quotidiano» 25 . La società borghese non distrugge infatti del tutto le comunità tradizionali: il «quotidiano» e le tradizioni culturali che lo sorreg gono permangono come sostegno occulto della pretesa autosufficienza del mercato e dell ’ individuo. La comunità tradizionale, compresa la cerchia do mestica, la famiglia, è ora ridotta al rango di «ovvietà culturale» 26 la cui sot trazione al dominio della forma di merce appare tanto naturale quanto ines senziale ai fini delle pretese universalistiche dell ’ ideologia del mercato. Questa rimozione riproduce il dualismo proprio della coscienza borghese anche sotto la forma di una opposizione di natura e storia che passa entro le gerarchie sociali, riduce il «popolo» a natura, occulta il carattere di «movi mento d ’ insieme» 27 * del capitalismo, sostiene l ’ autosufficienza culturale, ol tre che economica e politica, della borghesia. La struttura delle «ovvietà culturali» è storica e dipende, nelle singole realtà nazionali, da un insieme di fattori, tra i quali certamente spicca il rap porto industria-agricoltura ma che a tale rapporto è irriducibile. Essa dipen de invece della capacità della relazione tra stato e mercato di dare vita ad una comunità. Mancano studi adeguati in proposito; è comunque da tempo in corso una riconsiderazione dei processi di modernizzazione. In alcune di queste rifles sioni la relazione tra stato e mercato è legata ad una sorta di «sfida della so cietà civile» allo stato assolutistico non riconducibile semplicemente a fattori economici e giuridici. Prerequisito e condizione — oltre che prodotto — di questa sfida, delle fortune stesse della rivoluzione industriale, è invece un processo di attivizzazione associativa delle classi medie, un movimento costi tutivo della «borghesia come pubblico», la formazione di una sfera pubblica
politica, in «Rivista Italiana di Scienza politica» n. 2, agosto 1981, p. 136. 25 F. B raudel , Civiltà materiale, economia e ca pitalismo, voi. I, Torino, Einaudi, 1977, p. 436; cfr. anche Ibidem, voi. II (1981), pp. 210-217. 26 J. H abermas , La crisi della razionalità nel ca pitalismo maturo, Bari, Laterza, «UL», 1979 (l a ed. BCM, 1975), pp. 76-84. 27 F. BRAUDEL, L z dinamica del capitalismo, Bo logna, Il Mulino, 1981, pp. 53-87.
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