Problemi della transizione 1983

PROBLEMI DELLA TRANSIZIONE

come mediazione di privato e pubblico 28 . La concreta consistenza della sfera pubblica tende a sfuggire ad ogni prete sa di classificazione. Le ragioni di questa difficoltà sono molteplici. In primo luogo, come si vedrà in seguito, la tradizione culturale non offre strumenti adeguati per una trattazione storico-teorica articolata e convincente. In secondo luogo è la varietà stessa delle sedi di «pubblicità» della società civile che rende difficile un ’ opera di sistemazione analitica, del resto fino ad ora neppure tentata da studi specifici 29 . Anche i pochi dati disponibili sono comunque atti a suffragare l ’ ipotesi dell ’ esistenza di un rapporto tra processi di modernizzazione e sedi di me diazione tra le affioranti dimensioni «autonome» del privato e del pubblico. La consistenza di questa mediazione — e non la relazione industria- agricoltura presa a sé — decide il ruolo residuo delle comunità tradizionali e la qualità delle «ovvietà culturali». La credibilità dei dualismi teorici ha così alla sua origine la concreta me diazione dei loro poli costitutivi. Mediazione concreta ma anche in vario mo do precaria: la sfera pubblica rischia di essere continuamente soffocata dal residuo di assolutismo che permane entro la coscienza borghese 30 . Per que- st ’ ultima, inoltre, l ’ armonia sociale congiunge automaticamente il pubblico ed il privato, lo stato e la società civile, tende a muoversi libera tra i due poli dell ’ interesse individuale e dell ’ ordine pubblico. La sfera pubblica è costitu tivamente precaria anche perché il soggetto-individuo-proprietario deve ri pudiare l ’ intersoggettività come fondativa della propria azione sociale e poli tica. Cosicché il paradosso della coscienza liberale consiste nel fatto che la sicu rezza delle capacità di integrazione della società creata dalla borghesia di pende dall ’ esistenza di una sfera di mediazione di società e stato e, nel con tempo, dalla sua immediata rimozione dalla struttura concettuale della teo ria e del senso comune. La sfera pubblica è così ridotta ad «opinione pubbli ca», astratto riferimento del potere, terra di nessuno e generica spiritualità 31 . In realtà il radicamento delle istituzioni liberali, e segnatamente l ’ effetti va autonomia del potere legislativo, dei Parlamenti nazionali, dipende — l ’ esempio inglese è illuminante — dalla consistenza della sfera pubblica.

28 La prima trattazione teorica del ruolo della sfera pubblica nella genesi dello stato moderno è il fondamentale saggio di Habermas sulla «óef- fentlickeit»; cfr. J. HABERMAS, Storia e critica dell'opinione pubblica. Bari, Laterza, «UL», 1977 (l a ed. BCM, 1971). Cfr. anche O. N e GT-A. KLUGE, Sfera pubblica ed esperienza. Milano, Mazzotta, 1979; G. POGGI, La vicenda dello stato moderno. Bologna, Il Mulino, 1978; P. DONATI (a cura di), Pubblico e privato. Pine di un'alternativa? . Bologna, Cappelli, 1978; R. SENNETT, Il declino dell'uomo pubblico. Mila no, Bompiani, 1982; M. BONACINI, Sfera pub blica e soggettività. Parma, Pratiche (in corso di pubblicazione). 29 Si può comunque rinviare, oltre che ai già ci tati lavori di Habermas e di Gianfranco Poggi, ai saggi contenuti in «Quaderni Storici» n. 42, settembre-dicembre 1979, fascicolo dedicato a: Nascita dell'opinione pubblica in Inghilterra-. cfr. anche A. BRIGGS, L'Inghilterra vittoriana. Roma, Editori Riuniti, 1978. Utilissime informa

zioni si ricavano anche dallo studio di Alberto Caracciolo sull ’ Italia pre e post-unitaria; cfr. A. C aracciolo , Stato e società civile. «Reprints», Torino, Einaudi, 1977 (l a ed. «Saggi», I960). 30 Questo residuo di assolutismo viene unilate ralmente enfatizzato dallo studio di Arno Mayer sul potere in epoca liberale; cfr. A.J. MAYER, Il potere dell'Ancien Regime fino alla l a guerra mondiale. Bari, Laterza, 1982. L ’ unilateralità è causata da una sopravvalutazione «ideologica» delle potenzialità della sfida della società civile. 31 II saggio di Luhmann sull ’ opinione pubblica (cfr. N. LUHMANN, Opinione pubblica, in N. L uhmann , Stato di diritto e società civile, cit., pp. 85-129) può permettersi di irridere alla sfera pubblica proprio perché perpetua la sua tradizio nale riduzione a spiritualità.

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