Problemi della transizione 1983
Scienza e ideologia
fondamentali fra la biologia e la fisica. Innanzitutto la biologia ha superato la fase descrittiva da molto poco tempo e a tutt ’ oggi ha raggiunto un livello di teorizzazione nettamente inferiore a quello della fisica, se per costruzione di una teoria almeno si intende la elaborazione di un paradigma che spieghi gran parte dei dati in nostro possesso; in secondo luogo, mentre in fisica si può parlare di sostituzione di paradigmi vecchi con paradigmi nuovi, in bio logia convivono ancora «programmi di ricerca» secondo la dizione di Laka tos 16 competitivi sì ma anche per certi versi complementari, come cercherò di spiegare in seguito. Tutto questo fa sì che la metodologia di indagine episte mologica utilizzata per la fisica non sia del tutto trasferibile ad un insieme di discipline molto complesso e comunque diverso quale è appunto la biologia. D ’ altra parte è evidente che le concezioni della natura dell ’ uomo con tutte le implicazioni di natura ideologica sociale e politica che ne derivano sono mol to più influenzate dai dati della biologia che da quelli della fisica, non fosse che per il semplice fatto che l ’ uomo è, appunto, un essere vivente. Il trascu rare quindi l ’ analisi dello sviluppo della biologia nuoce ad una comprensio ne approfondita della formazione di certe correnti di pensiero contempora nee, sempre più condizionate dalla scienza e dalla sua divulgazione. La genetica è forse, fra le discipline biologiche, quella che si presta di più ad una analisi «nei due sensi» (effetto della società sulla struttura della scien za, effetto della scienza sulle ideologie e le politiche della società), sia per l ’ alto livello di teorizzazione a cui è giunta nei suoi poco più che ottanta an ni di vita, sia per il suo periodico ritorno alla ribalta della polemica ideologi ca e politica. Della natura ereditaria o meno dei caratteri delle piante, degli animali, e soprattutto dell ’ uomo si è infatti discusso da sempre per le ovvie implicazioni che concezioni diverse in questo campo possono avere per i rap porti fra uomo e ambiente e fra uomo e società umana, fino a giungere ad operazioni, come il Lyssenkoismo in URSS e l ’ odierno creazionismo dell ’ Amministrazione Reagan, con le quali si è cercato di imporre con la for za «teorie» poco o punto suffragate da dati, ma utili a fini politici. In questo articolo cercherò di dare un primo contributo alla analisi anche storica della formazione dei principali «programmi di ricerca» della genetica, per vederne poi la utilizzazione più o meno obiettiva che ne è stata fatta nel passato e ne viene fatta nel presente, nella convinzione che, anche qui come in altri casi, né gli scienziati siano innocenti, né d ’ altra parte dati e teorie scientifiche possano essere classificati schematicamente come progressisti o reazionari come purtroppo viene fatto ancora da alcuni. Vediamo quindi di iniziare con l ’ analisi della genesi e dello sviluppo dei tre programmi di ricer ca che a mio avviso sono stati sempre presenti nella storia della genetica an che se con fortune alterne e sottoposti ad un processo di continua revisione dovuto al progredire delle metodologie di indagine e del loro potere di riso luzione: il programma meccanico, il programma stocastico, il programma olista-dialettico. 1. Il programma meccanico Il programma di ricerca meccanico è presente in genetica fino dalla sua na scita. Si può anzi dire che la nostra disciplina sia nata con la estensione allo studio dei processi ereditari della metodologia e delle concezioni meccanici- ste della scuola dei medici materialisti (Emil Du Bois Reymond, Ernst
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