Problemi della transizione 1983

Scienza e ideologia

a) Da Mendel alla «sintesi moderna» La storia comincia, al solito, con Mendel, e con l ’ apparente mistero dell ’ oblio in cui caddero le sue scoperte dopo la loro pubblicazione nel 1865 e fino alla riesumazione ad opera di Correns, De Vries, Tschermak nel 1900. Questo fatto, a lungo spiegato con una presunta scarsa capacità propagandi stica dello stesso Mendel (l ’ opera di Mendel ebbe invece una diffusione ab bastanza ampia per l ’ epoca), può essere facilmente ricondotto innanzitutto alla eccezionalità della formazione di Mendel stesso e poi alla sua interazione positiva con una città, Brno, allora in fase di rapida e profonda trasformazio ne. Per quanto riguarda la formazione, giova ricordare che Mendel stesso non si definiva generalmente né biologo, né agronomo, ma fisico, meteoro logo, apicultore, come risulta da una discussione avvenuta recentemente in previsione della ricorrenza del centenario della sua morte 18 . Fu infatti per la sua preparazione in fisica che fu ammesso al Monastero agostiniano di Brno, diretto allora dall ’ abate Napp, che ne aveva fatto un importante centro di ricerca scientifica. Lo stesso Napp del resto inviò in se guito Mendel a Vienna a completare la sua preparazione sotto la guida di Dòppler. Lì egli studiò, come si apprende dal suo curriculum, fisica, mate matica, chimica, zoologia, paleontologia, botanica, fisiologia vegetale, ed ebbe occasione di incontrare e discutere con biologi della scuola meccanicista come Unger e fisici come lo stesso Dòppler e Ettingshausen. Alla ecceziona lità di questo tipo di preparazione si deve fondamentalmente l ’ introduzione da parte dell ’ abate di Brno della metodologia sperimentale nello studio del la ereditarietà, fino ad allora dominato da impostazioni fondamentalmente descrittive. All ’ approccio sperimentale e riduzionista, si aggiungeva poi nel fondatore della genetica la spinta alla ricerca di leggi ricavabili mediante la applicazione della matematica (statistica) e una generale impostazione mec canicista derivata dall ’ insegnamento di Unger e dei suoi collaboratori. La tendenza alla analisi delle parti per risalire al tutto porta così Mendel a stu diare i caratteri ereditari uno ad uno cercando quelli che presentano forme alternative, in modo da essere in grado di «contare» e risalire dalle frequenze a leggi generali. Da cui anche la concezione di discontinuità del materiale ereditario (le forme alternative, appunto) e di casualità dell ’ assortimento (la statistica). Il metodo, appreso da fisici e matematici, aveva quindi determina to, almeno in parte, la scelta dell ’ oggetto di studio, a sua volta determinante anche nella interpretazione dei risultati. A questa scelta (una pianta coltivata nota) contribuirono ancora sia l ’ origine di Mendel, figlio di un piccolo pro prietario terriero, sia i frequenti contatti, anche precedenti alla sua entrata, fra il monastero agostiniano e le associazioni di produttori che allora opera vano sul campo agricolo e della trasformazione a Brno. Fra queste primeg giava allora la associazione degli allevatori di pecore da tempo attiva in Mo ravia come committente di ricerca scientifica nel campo della selezione ani male, a persone come Nestler, Ehrenfeld e quello stesso abate Napp che ac colse il giovane Mendel nel monastero di Brno 19 . Da quanto detto appare chiaro come la eccezionalità dell ’ opera di Men del, forse più importante dal punto di vista metodologico che da quello dei risultati (risultati simili sono stati ottenuti anche da altri ricercatori dell ’ epo ca che però non erano in grado di interpretarli) derivi dall ’ unificazione di co noscenze in più discipline nella stessa persona e dalla presenza di un am biente particolarmente stimolante e già capace di elaborare committenza a

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