Problemi della transizione 1983
Scienza e ideologia
nella utilizzazione di queste discipline come strumenti per la estrapolazione alle popolazioni dei dati e dei concetti mendeliani, e, pur essendo una ope razione sintetica, niente cambia della originale impostazione meccanica se non con l ’ introduzione o meglio la reintroduzione del concetto di progresso evolutivo che secondo alcuni, come Lewontin, è derivato non dai dati né dal la loro elaborazione, ma piuttosto dall ’ idea generale di progresso dominante in quel periodo. Pur senza aderire del tutto a questa interpretazione che mi sembra anch ’ essa meccanica credo utile sottolineare comunque che il ritorno dei concetti selettivi è abbastanza estraneo alla matematizzazione pura e semplice del mendelismo e deriva invece da una necessità «politica» di riuni ficazione con la corrente darwiniana suffragata da una larga messe di dati biologici sul comportamento reale di popolazioni sperimentali. b) La rivoluzione molecolare Nel caso del mendelismo e, ancora, in parte, durante lo sviluppo della teoria del gene e della nuova sintesi, le influenze esterne sulla genetica sono state soprattutto di tipo culturale (interazione con altre discipline o influen ze ideologiche) mentre la committenza era quasi inesistente e il mondo della produzione influiva solo indirettamente attraverso la proposta di modelli di organizzazione del lavoro. Fa probabilmente eccezione l ’ agricoltura che in fatti, con le sue commesse, ha avuto il merito di fare emergere abbastanza presto il concetto di eterosi (vigore ibrido) e quindi di interazione che era quasi assente dalla genetica di allora. Tuttavia la genetica applicata all ’ agri coltura costituiva già allora una branca abbastanza isolata dal corpo centrale della genetica. La situazione si fa invece nettamente diversa durante e dopo la seconda guerra mondiale, prima per gli studi sulle applicazioni belliche della biolo gia che, anche se poco noti e irrilevanti allora in paragone a quanto avveniva nel campo delle applicazioni della fisica, hanno giocato un ruolo non trascu rabile e poi perché in quegli anni una serie di scoperte nei campi della bio chimica, della fisiologia, della chimica farmaceutica, aveva portato ad un boom economico della industria farmaceutica, in tutte le sue applicazioni. Le scoperte fondamentali di cui parlo sono le vitamine, gli ormoni e soprat tutto i sulfamidici (1935) cui seguono gli antistaminici, i tocoferoli e il DDT (1938), e poi gli antibiotici come la penicillina (1940), la streptomicina (1944), il cloramfenicolo e la bacitracina (1947), le tetracicline (1948). Con temporaneamente a queste scoperte si nota un aumento verticale degli inve stimenti nella ricerca biologica e farmaceutica e fa la sua comparsa il sistema della commessa per cui Enti statali o privati commissionano a gruppi di ricer catori o qualcosa di direttamente utilizzabile in campo produttivo o il Know how necessario per produrre. L ’ attenzione in questo caso è focalizzata so prattutto sulla produzione di molecole utilizzabili a fine terapeutico o ad al tri fini e la sperimentazione si rivolge ad organismi più semplici da studiare della stessa Drosophila facilmente e rapidamente allevabili con costi conte nuti come batteri e virus. Questo tipo di impostazione porta di per sé ad af frontare il problema del meccanismo di produzione delle molecole e quindi della ereditarietà di questo mentre d ’ altra parte stimola lo studio della com posizione molecolare dei cromosomi e quindi la ricerca della molecola depo sitaria della informazione ereditaria. D ’ altra parte, la scelta dei microorgani
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