Problemi della transizione 1983

PROBLEMI DELLA TRANSIZIONE

mente lo sviluppo, è stata per lungo tempo basata sul trasferimento di mo delli sociali esistenti o perseguiti al biologico senza dare, né del resto cercare, nel biologico stesso conferma della loro veridicità. Questa operazione era sta ta del resto bene individuata da Engels, quando diceva, facendo riferimento alla teoria darwiniana: «Tutta la teoria darwiniana della lotta per l ’ esistenza è semplicemente il trasferimento dalla società al mondo animale e vegetale della teoria hobbesiana del bellum omnia contra omnes e della teoria della concorrenza della economia borghese, come pure della teoria di Malthus sul la popolazione. Una volta compiuto questo gioco di prestigio. .. è molto faci le trasferire di nuovo questa teoria dalla storia naturale alla storia della so cietà, ed è allora una ingenuità davvero troppo forte affermare di avere con ciò dimostrato che tali affermazioni sono eterne leggi naturali della società». Non deve meravigliare quindi che ad esempio Platone sostenesse con forza il carattere ereditario della divisione in classi affermando nella Repubblica'. «Ma il Dio che vi ha costruito ha messo dell ’ oro nella composizione di quelli di noi che dovranno diventare capi (e questa è la ragione per cui il loro pre stigio è il più grande); ha messo argento negli ausiliari e ferro e bronzo nei contadini ed altri artigiani... I figli in gran parte assomigliano ai genitori. Raramente, comunque, un bambino d ’ argento potrà nascere da genitori d ’ oro e uno di bronzo da genitori d ’ argento e così via». Analogamente Ari stotele ampliava il concetto della determinazione genetica di tutti i caratteri estendendolo anche a quelli acquisiti: «I bambini rassomigliano alla nascita ai loro genitori in tutte le parti del corpo... Inoltre questa rassomiglianza non si verifica solo nel caso dei caratteri ereditari ma anche in quello dei ca ratteri acquisiti. E successo infatti che figli di genitori che presentavano cica trici avessero anch ’ essi delle cicatrici di forma simile e situate nella stessa par te del corpo». A questa concezione Aristotele aggiunge altri elementi, che hanno giocato un ruolo estremamente negativo fino ad ora, quali quelli del la credenza in una profonda diversità fra i sessi e nella inferiorità di quello femminile. Secondo la sua visione infatti ogni individuo è determinato dalla interazione fra principi immateriali di movimento e forma portati dal ma schio e la materia dell ’ utero femminile: «Chi non rassomiglia ai genitori è, in un certo senso, una mostruosità... In realtà, la prima deviazione si ha semplicemente quando compaiono delle femmine invece che dei maschi nella progenie» 23 . Il trucco denunciato da Engels non è stato abbandonato in seguito alla na scita della genetica ed ha resistito alla forza chiarificatrice dei dati di questa, anche se, a mio parere, con sempre maggiore difficoltà. Si può invece dire che dalla enunciazione come teorie biologiche di ipotesi mutuate da struttu re sociali umane si è passati alla utilizzazione, a riprova della validità degli stessi modelli di società, non tanto dei dati, quanto di alcune delle imposta zioni teoriche da essi derivate, in buona o in mala fede da genetisti veri o se dicenti tali. E da questo punto di vista che i tre programmi di ricerca di cui ho discusso precedentemente non sono in alcun modo equivalenti come non è indifferente la prevalenza dell ’ uno o dell ’ altro nei diversi momenti storici. Potrei anche dire che mentre la genetica come scienza progrediva e modifica va gli stessi programmi di ricerca, restavano invece fondamentalmente inal terate le «leggi della ereditarietà» riproposte di volta in volta dai vari propu gnatori dei diversi modelli di emarginazione che si sono susseguiti. Tutti questi modelli, direi senza esclusioni, si fondano su una concezione mecca nicista e riduzionista della vita e in particolare dell ’ uomo.

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