Problemi della transizione 1983

Scienza e ideologia

quoziente di intelligenza) ai fini di valutarne l ’ utilità (parlo anche qui di uti lità biologica) ma deve essere considerato nel contesto della sua interazione attuale con gli altri individui esistenti e delle possibilità delle interazioni del suo genotipo con gli altri nelle generazioni successive nella storia della popo lazione e della specie. Non c ’ è quindi contraddizione fra questi concetti bio logici e il fatto che «l ’ uomo ricco è al contempo l ’ uomo bisognoso di una to talità di manifestazioni di vita umana» e la ricchezza dell ’ uomo «è il passivo legame che fa sentire all ’ uomo il bisogno della ricchezza più grande, dell ’ al tro uomo» (Marx). Per cui, di nuovo, se è vero che la società umana ha sue leggi e regole che non possono essere ricavate da una analisi del solo livello biologico, è anche vero che 1 ’ «integrazione» sociale fa sue anche le regole del biologico, che offrono un numero di gradi di libertà elevato, sempre favore vole alla vita. La contraddizione se mai si creerà quando non si terrà conto del fatto che questi gradi di libertà, lungi dall ’ essere troppi, come è implici to nella concezione degli eugenetisti, possono essere troppo pochi per fare fronte alla spaventosa velocità di cambiamento dell ’ ambiente che la società umana sta imponendo alla Terra. Questo fatto può quindi portare, e i sinto mi sono davanti a noi nella vita di tutti i giorni, al superamento delle soglie di adattabilità e quindi ad una diminuzione totale di capacità di sopravvi venza della specie umana e di gran parte delle specie esistenti sul nostro pia neta. Conclusioni In questo articolo ho cercato di riassumere, schematicamente, le linee di sviluppo delle maggiori correnti di pensiero di una scienza relativamente giovane come la genetica, analizzando per quanto possibile le sue interazio ni a doppio senso con l ’ ambiente esterno. Il quadro che ne risulta indica co me la genetica non è, come del resto nessuna scienza, cresciuta di crescita au tonoma, ma è stata profondamente influenzata dalle altre scienze e anche da pressioni dirette dal mondo esterno. Tuttavia le modificazioni teoriche della genetica non sono conseguenza diretta delle pressioni esterne, ma sono avve nute fondamentalmente in modo mediato da cambiamenti negli oggetti di studio, nella organizzazione del lavoro, anche se spesso vi ha influito il gene rale evolversi del modo di concepire la natura. Per converso, per quanto ri guarda invece gli effetti del progredire delle conoscenze in genetica sulle teo rie sulla natura dell ’ uomo, e, attraverso queste, sul dibattito sulla emargina zione, si può senz ’ altro dire che le correnti di pensiero più arretrate si sono sviluppate ancora prima della nascita di questa scienza e sono quindi in parte indipendenti da essa. Tuttavia, da quando la genetica esiste, queste stesse correnti hanno sempre cercato di enucleare elementi «scientifici» probanti, in questo con l ’ aiuto di un numero considerevole di genetisti, portati, fino a poco tempo fa, dal prevalere di una concezione meccanica e riduzionista, ad estrapolarla all ’ uomo con gli effetti negativi di cui ho già parlato. Su questo comportamento hanno senza dubbio giocato, oltre ai condizionamenti ester ni, spesso non indifferenti (si pensi al nazismo o alla stessa appartenenza di classe come nel caso del baronetto inglese Fisher), la naturale ambizione del ricercatore a fare delle sue scoperte il perno di una concezione dell ’ universo, e la forte tendenza positivista prevalente ancora oggi in campo biologico. A questo si aggiunge, molto recentemente, il vertiginoso aumento di credito

121

Made with FlippingBook Ebook Creator