Problemi della transizione 1983

La spirale del pericolo: una storia della corsa agli armamenti nucleari *

di Philip Morrison

La storia ci ha tramandato il racconto della marcia compiuta da tre milioni di soldati verso le Termopili. Le mura che circondano la città del Vecchio Mondo attestano in maniera inequivocabile che nel passato l ’ obiettivo di una operazione militare poteva anche essere una intera popolazione. Ma la crescita dello stato, delle stesse città e della capacità dell ’ uomo di controllare la natura hanno portato rapidamente la guerra ad un livello intercontinenta le, come frutto della nostra epoca. Già profondamente radicata nel passato più violento, la guerra strategica condotta contro una lontana terra nemica — fonte di truppe ed armi e sede della volontà nazionale — ottenne per la prima volta un ampio seguito in quella che oggi viene chiamata la prima Guerra Mondiale. Il pensiero milita re più consapevole a quel tempo inorridì di fronte al fango maleodorante delle trincee, questa ferita sanguinosa che solcava l ’ Europa ed ai cui margini milioni di giovani furono inutilmente condotti al sacrificio. Per anni, fango e sangue si mischiarono sulle giubbe, ma il fronte non si mosse. I teorici mi litari reagirono a questa amara delusione riversando le loro terribili speranze nell ’ aria, la terza dimensione, da poco resa accessibile alla lotta tra gli uomi ni. Nel 1918 l ’ Associated Press trasmetteva dispacci di questo tenore: «La flotta aerea verrà ampliata finché nessuna parte della Germania potrà dirsi al riparo dalla pioggia di bombe. Questa flotta va distinta dalle squadriglie an nesse ai diversi corpi d ’ armata. Compito dell ’ aviazione militare indipenden te è bombardare i magazzini di munizioni, le fabbriche, le città e gli altri centri importanti situati molto al di là delle linee tedesche». Ma la capacità dell ’ industria aereonautica cresceva troppo lentamente. Queste prime incursioni, effettuate con aeroplani di tela e con Zeppelin a idrogeno, sganciavano carichi di bombe valutabili in centinaia di chili. An cora alla fine della prima Guerra Mondiale, i cannoni tecnicamente accura tissimi davano dei punti ai bombardieri di legno e filo metallico in termini

* Ripubblicato per concessione del «Bullettin of thè Atomic Scientists», rivista di scienza e proble mi di interesse pubblico. Copyright ©, 1983, della Educational Eoundation for Nuclear Scien ce, Chicago, III., 60637.

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