Problemi della transizione 1983
PROBLEMI DELLA TRANSIZIONE
in terra sovietica. Due gruppi di questi aereoplani vennero dislocati in Gran Bretagna nella critica estate del 1948, durante il blocco terrestre di Berlino messo in atto dai sovietici. Probabilmente questi aerei non erano ancora stati adattati — né tutto l ’ equipaggio era stato addestrato — per lo sgancio di bombe nucleari; forse dei veri bombardieri atomici arrivarono in Gran Breta gna solo nel 1949. Da allora fin verso il 1953 le forze nucleari hanno costituito una minaccia di guerra a livello di megaton. I bombardieri atomici in possesso degli Stati Uniti furono valutati a molte centinaia, alcuni dei quali in grado di volare lontano dalle basi in America senza necessità di fare rifornimento. Un nu mero maggiore aveva una autonomia più scarsa, compensata dal fatto di ave re basi più avanzate. Prima della metà degli anni ’ 50 tutti questi erano aero plani a propulsione a elica piuttosto lenti, con una dotazione di poche bom be atomiche a testa. Un attacco poteva raggiungere così il livello di decine di megaton — uguale a quello di tutta la seconda Guerra Mondiale, ma ora in dirizzata verso città e altri obiettivi strategici. Questo attacco avrebbe ora ri chiesto solo giorni o settimane invece che anni, ma le sue dimensioni — se non la sua intensità — rimanevano ancora nell ’ ambito dell ’ esperienza nota. I sovietici, naturalmente, disponevano di una risposta adeguata, anche se le loro forze atomiche si erano costituite più tardi ed erano sempre rimaste in feriori a quelle degli Stati Uniti. L ’ URSS aveva costruito nei tardi anni ’ 40 i Tupolev-4 — imitazione dei B-29 — che non erano in grado di raggiungere con facilità bersagli situati negli Stati Uniti, anche se qualcuno di loro sareb be forse potuto arrivare a destinazione. I sovietici non possedevano infatti basi oltremare da contrapporre a quelle dello Strategie Air Command (SAC) americano. Fu negli anni ’ 50 che la difesa aerea sovietica raggiunse final mente la maggiore età: i suoi sciami di caccia-intercettatori di alta quota e di jet supersonici di corto raggio furono in grado di contrastare i grandi, lenti ed ingombranti bombardieri del SAC. Ma la guerra nucleare contro il terri torio nemico era ancora semi-monopolio statunitense; in sostanza la risposta dei sovietici sarebbe stata più probabilmente una operazione aerea e terrestre contro le grandi città dei paesi europei della Nato. Fu in questo periodo che i critici (e in particolare il fisico inglese P.M.S. Blackett) fecero propria l ’ affer mazione per cui dopo tutto la guerra atomica era ancora a un livello di mega ton che non adombrava ancora le terribili esperienze della seconda Guerra Mondiale. Guerra gigatonica. Nel gennaio 1950, dopo un breve ma intenso dibatti to, in gran parte segreto, il presidente Truman dichiarò che compito priori tario degli Stati Uniti era un superamento delle esistenti bombe nucleari, con la messa a punto dell ’ arma termonucleare, la cosiddetta «super». La pos sibilità di una simile arma era già latente nel successo ottenuto durante la guerra con la bomba atomica; è sempre necessario usare un ’ arma atomica per innescarne una nucleare. La bomba atomica, o a fissione, utilizza la rea zione a catena dei neutroni, che scinde ogni nucleo di una massa macrosco pica (una decina di chilogrammi) degli atomi più pesanti, l ’ uranio o il plu tonio transuranico. Ma le alte temperature che vengono così temporanea mente prodotte possono essere utilizzate, con una sufficiente capacità tecni ca, per innescare le reazioni di fusione, che si mantengono poi costanti senza bisogno di ulteriori interventi grazie all ’ alta temperatura, come avviene nei recessi più segreti delle stelle. Attraverso questi processi si uniscono, o fondo no, per due o per quattro, i nuclei dell ’ elemento più leggero di tutti, l ’ idro
136
Made with FlippingBook Ebook Creator