Problemi della transizione 1983

Armamenti nucleari

geno. I due isotopi non comuni dell ’ idrogeno, quello di massa due — il deuterio — che si trova in piccole quantità in tutte le acque naturali, e quel lo della massa tre — il tritio instabile — che deve essere prodotto nei reatto ri nucleari, costituiscono i principali reagenti di una esplosione termonuclea re. (In questo processo esercita però un ruolo chiave anche un isotopo di litio facilmente separabile dai minerali naturali di quel raro elemento). Il mecca nismo della fusione è più complicato di quello della fissione, e il suo uso ri chiede comunque la capacità tecnica di costruire una bomba a fissione effica ce, da usare come detonatore. La fusione produce tra i 50 e i 150 kiloton di TNT per ogni chilo di com bustibile nucleare utilizzato (cioè deuterio, tritio e litio-6); dalla reazione di fissione si ottengono circa 17 kiloton per ogni chilo di uranio o plutonio im piegato. Le reazioni di fusione possono essere utilizzate in due modi diffe renti: i combustibili di fusione possono semplicemente venire incorporati in un ’ arma a fissione per accrescere o «sovralimentare» la sua resa a poco prez zo, sebbene solo per un fattore piuttosto modesto. Oppure possono essere disposti in maniera tale da far sì che l ’ esplosione di fusione si propaghi all ’ interno del combustibile esplosivo più o meno senza limiti, una volta in nescato. Viene adottato anche un terzo procedimento, la fissione dopo la fu sione. Finora la più grande esplosione attuata è una bomba da 60 megaton fatta scoppiare dai russi nel 1962 utilizzando soprattutto la fusione. Il primo passo certo verso una eventuale superbomba fu un esperimento americano effettuato nell ’ atollo di Eniwetok nel 1951, che mise alla prova il principio della «sovralimentazione». La prima esplosione termonucleare vera mente in grado di autoriprodursi venne realizzata a Eniwetok, il primo gior no del novembre 1952. Essa produsse un risultato pari a mille volte la bomba di Hiroshima, la prima a livello megatonico. Nell ’ ultimo scorcio del 1953 an che gli esperti sovietici avevano fatto esplodere una bomba a fissione ottenu ta con la «sovralimentazione»; e all ’ inizio del 1954 gli Stati Uniti avevano provato la loro prima arma termonucleare utilizzabile, ancora una volta al li vello di megaton. Un anno più tardi i sovietici fecero lo stesso, utilizzando il progetto dell ’ accademico Andrei Sakharov, mentre gli americani avevano in precedenza adottato il corrispondente modello di Edward Teller e Stan Ulam. La bomba H era nata. Robert Oppenheimer dimostrò, secondo F.K. Lindley, «mancanza di entusiasmo», osservando: «Questa è la piaga di Te be». Le grandi bombe a fissione sono le più costose, specie quando producono più di un paio di centinaia di kiloton; la fusione è più conveniente e il suo rendimento è più o meno illimitato. I megaton prodotti dal procedimento di fissione lanciati dai bombardieri divennero dopo gli anni ’ 50 i gigaton delle esplosioni termonucleari. Attorno al I960 circa, la scorta americana di armi nucleari corrispondeva a circa 30 gigaton di TNT; i sovietici ne possede vano una quantità simile, anche se probabilmente inferiore. Le innovazioni relative alla «consegna» stavano al passo con questi progressi. Lo Strategie Air Command costruì flottiglie di bombardieri a reazione, elaborò nuovi sistemi per rifornirli di carburante durante il volo e costellò Europa, Nord Africa, Estremo Oriente, Pacifico di basi adatte. Alla fine del 1959, il SAC dispone va di circa 1400 jets B-47, oltre a 500 jets B-52 di raggio d ’ azione ancora su periore e più di un migliaio di jets-cisterna per rifornire i bombardieri in vo lo. Le corrispondenti forze sovietiche erano meno potenti, sebbene ancora

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