Problemi della transizione 1983
PROBLEMI DELLA TRANSIZIONE
formidabili. Esse possedevano tra i 1200 e i 1500 bombardieri a reazione a raggio d ’ azione intermedio, i TU- 16, non dissimili dai B-47, ma privi della loro catena di basi oltremare. I loro bombardieri più grandi — i TU-95 — erano un terzo rispetto al numero dei B-52, e non erano a reazione, bensì più lenti aereoplani a turboelica. Ma l ’ URSS disponeva anche di un ’ aviazio ne militare a livello di gigaton; fino ad oggi, la produzione complessiva di armi nucleari non ha mai superato i livelli dei primi anni ’ 60. Della forza ae rea di assalto sovietica, solo una piccola parte poteva pensare di penetrare nello spazio aereo americano; ma anche la minaccia di quella sola frazione era comunque terribile, e inoltre gli alleati europei degli Stati Uniti erano in ogni caso raggiungibili. E difficile ignorare i gigaton, anche se sono traspor tati da bombardieri a turboelica; e anche supponendo che si trovino in basi lontane e siano diretti su capitali alleate. La guerra gigatonica orbitale. Il V-2 fu il primo missile balistico in grado di trasportare una carica esplosiva di circa un ton. Un missile supersonico può salire nello spazio stratosferico e tornare indietro rapidamente, libero da ostacoli meteorologici e senza timore di essere intercettato. Alla fine della se conda Guerra Mondiale le superpotenze iniziarono una lunga ricerca tesa a costituire una forza militare di missili balistici a testata nucleare per opera zioni su scala megatonica a livello intercontinentale. Il razzo sembrava allo ra, ed in effetti lo divenne, la più spaventosa delle armi strategiche (io stesso venni contattato nel 1946 dalla nascente RAND Corporation per studiare «gli schemi delle operazioni militari nucleari su scala intercontinentale». Nella primavera del 1947 anche i russi diedero inizio a un progetto a lungo termine). Nel 1953 gli Stati Uniti si resero conto che l ’ Unione Sovietica era totalmente impegnata nell ’ elaborazione di queste armi missilistiche, che avevano la priorità anche sulla progettazione e sullo sviluppo di bombardie ri. Nel 1954 entrambe le parti lavoravano duramente sui missili balistici in tercontinentali (ICBM), facendo ricorso all ’ esperienza tedesca, e anche al re clutamento di parte del personale più in vista di Peenemunde (la base tede sca della II Guerra Mondiale). Il primo esperimento coronato da successo di un missile di lunga gittata fu condotto dall ’ équipe sovietica nell ’ agosto del 1957 in Siberia. Quel successo venne poi brillantemente sfruttato di fronte alla pubblica opinione utiliz zando la stessa tecnologia per il lancio del primo satellite artificiale terrestre, 10 Sputnik, nell ’ ottobre di quell ’ anno. Sembrava che l ’ Unione Sovietica avesse avuto la meglio sugli Stati Uniti, ma questa era quasi tutta apparenza. Per tre anni ci fu in effetti un «gap missilistico», ma la storia successiva fu ben diversa. Per una serie di ragioni, i russi non riuscirono a costruire un numero strategicamente significativo di missili a testata nucleare se non anni dopo che gli Stati Uniti avevano installato una notevole forza missilistica. Il nume ro di missili di ambo le parti divenne all'incirca equivalente solo verso il 1969- Oggi, nel 1983, c ’ è ancora una approssimativa parità, ma ad un livello eccessivamente alto. Il sottomarino nucleare fu una notevole innovazione degli americani. Ne gli attuali missili sottomarini l ’ energia nucleare viene utilizzata in due modi diversi. Primo, il sottomarino stesso è azionato da un reattore nucleare. Ciò gli consente realmente prestazioni sotto il livello del mare, il sogno di Verne. Libero per lunghi periodi dalla necessità di aria o carburante, (fin dal varo del Nautilus americano nel 1955) un sottomarino nucleare è in grado di fare 11 giro del mondo sott ’ acqua ad una velocità sostenuta, e comunque maggio
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