Problemi della transizione 1983
Armamenti nucleari
nucleari nell ’ Europa orientale è ritenuto ancora più stretto. E cosa riconosciuta che le forze nucleari delle superpotenze in Europa han no avuto per lungo tempo natura e obiettivi alquanto contraddittori. Desi derose di evitare la distruzione reciproca, le potenze non europee potrebbero colpire solo bersagli europei. Entrambe le parti hanno già tenuto in questi anni missili balsitici nucleari a gittata intermedia vicino all ’ Europa o sul con tinente stesso. Quelli situati sulla parte occidentale potrebbero raggiungere bersagli situati all ’ interno dell ’ Unione Sovietica. Per un decennio o più gli Stati Uniti non hanno avuto missili di questo genere, anche se possiedono sottomarini offshore strategici e missili puntati sull ’ Europa e un ’ aviazione nucleare di eguale gittata con basi in Europa. Le corrispondenti forze sovieti che potrebbero colpire Londra o Parigi, ma non bersagli collocati negli Stati Uniti. Queste armi complicano notevolmente la situazione, e su di esse si è nuovamente focalizzata dal 1979 la politica statunitense in Europa. La NA TO ha accettato di aumentare nettamente le sue forze con nuove armi ameri cane, affermandone la necessità come risposta ad una modernizzazione im pressionante intrapresa dai sovietici sui loro sistemi a gittata intermedia in stallati da tempo. E probabile che ambo le parti abbiano scopi misti: niente impone alla NATO di tenere sotto tiro il territorio sovietico invece dell ’ Euro pa orientale, anche se lo può fare. E certo che giochino un ruolo fondamen tale anche le manovre politiche. I pericoli di tali ambiguità sono evidenti. Il club nucleare si allarga. Sia la Francia che la Gran Bretagna sono in pos sesso di forze nucleari strategiche; esse detengono cioè testate nucleari instal late su sistemi di consegna in grado di minacciare l ’ Unione Sovietica. Per ra gioni geografiche per queste armi non è necessaria una gittata veramente in tercontinentale. Anche la Cina possiede una forza nucleare strategica, anche se i suoi missili sono a gittata intermedia, in grado cioè di raggiungere molte città orientali dell ’ URSS, ma difficilmente Mosca. Insieme, Francia, Gran Bretagna e Cina hanno circa 100 missili balistici con base a terra, 200 bombe nucleari o missili aria-terra a corto raggio, aviotrasportati, e più di 100 missili su sottomarini. Le forze nucleari di questi tre stati rappresentano per loro un vero deter rente, e certo essi sembrano pensarlo. Il livello di pericolo di questa forza di deterrenza è 50 volte minore dei gonfi arsenali delle superpotenze, e implica le conseguenze — comunque sotto il livello dei gigaton — di una seconda Guerra Mondiale combattuta con armi nucleari, non i 10 gigaton posseduti da Unione Sovietica e Stati Uniti. L ’ India ha sperimentato una bomba a fissione, e ha alcuni bombardieri. Secondo voci insistenti, sia Israele che il Sud Africa possono possedere più o meno alcune decine di armi a fissione non ancora sperimentate; in entrambi i paesi l ’ aeronautica è in grado di «consegnare» armi nucleari entro un raggio modesto. Cinque potenze nucleari — USA, URSS, Gran Bretagna, Francia e Cina — hanno segnato la loro entrata nel «club nucleare» con esplosioni speri mentali, ed hanno in seguito ripetutamente sperimentato armi sia a fissione che a fusione. L ’ unico esperimento effettuato in India fu una bomba a fissione di pluto nio, nel 1974. Sembra che il Sud Africa abbia progettato per il 1977 un espe rimento che è stato cancellato dopo avvertimenti provenienti sia da Mosca che da Washington — se si vuole prestare fede ad una serie di rapporti semi ufficiali di fonte giornalistica. (La scoperta da parte di un satellite americano
141
Made with FlippingBook Ebook Creator