Problemi della transizione 1983

PROBLEMI DELLA TRANSIZIONE

di un possibile esperimento nella zona dell ’ Atlantico meridionale non è mai stata confermata e potrebbe anche essere falsa). Che il Pakistan abbia intra preso la costruzione di una bomba nucleare sotto un governo precedente sembra fatto certo; ci sono motivi di credere che i progressi successivi, sebbe ne sconosciuti, siano stati sostanziali. L ’ Iraq ha smentito che i suoi recenti pro gressi nel campo dell ’ energia nucleare siano collegati ad obiettivi militari. Ciò non ha evitato un attacco aereo su un reattore in costruzione a Baghdad da parte di bombardieri israeliani. Con il Trattato di Non Proliferazione, firmato nel 1968, tre potenze nu cleari — USA, URSS e Gran Bretagna — si sono impegnate ad impedire la cessione di armi nucleari o di tecnologia ad altri stati. Gli altri paesi firmata ri, privi di armi nucleari, si sono da parte propria impegnati ad accettare con trolli internazionali su loro eventuali tentativi di diversione di materiali nu cleari a usi non pacifici. Rimangono ancora alcune nazioni non firmatarie. Senza dubbio la proliferazione delle armi nucleari è stata più lenta di quanto alcuni temevano. Mentre la presenza di riserve non controllabili di armi in molte nazioni rappresenta indubbiamente un pericolo, l ’ enorme differenza quantitativa tra le due superpotenze da un lato e tutti gli altri aspiranti al club nucleare dall ’ altro, rende senz ’ altro un conflitto tra le due superpoten ze il maggior pericolo per il mondo. Se anche il leader irresponsabile di un qualche stato desse veramente inizio alla guerra nucleare con un piccolo arse nale, è più facile che le superpotenze si alleino per evitare un allargamento del pericolo piuttosto che questo diventi l ’ evento catalizzatore di una guerra nucleare. Ciò non significa negare che la distruzione di una o due città non sarebbe già di per sé una tragedia, ma solo rilevare come oggi la posta sia molto più alta. E degno di nota il fatto che nessuna potenza nucleare abbia mai dato molto aiuto persino ai suoi alleati più vicini, per non parlare degli stati ad esso legati da meri rapporti di clientela, distanti e scarsamente fidati. La rottura tra l 'Unione Sovietica e la Repubblica Popolare Cinese ha avuto in parte origine dalla riluttanza dei russi ad appoggiare la trasformazione della Cina in una potenza nucleare. Le relazioni nucleari esistenti tra Stati Uniti e Gran Bretagna si basano sull ’ alleanza del tempo di guerra, ma quanto è av venuto dopo non è certo segno di una compartecipazione senza problemi. Il Regno Unito possiede missili fabbricati in America, ma ha un proprio rifor nimento di testate nucleari. Dacché le armi nucleari sono così pericolose, il loro possesso ha almeno reso le grandi potenze ragionevoli. Un tempo le armi nucleari erano considerate come piccola aggiunta ope rativa a una forza di bombardieri di lunga gittata. Erano solo bombe pesanti di nuovo tipo — anche se terribili — che cadevano per forza di gravità su un bersaglio ben visibile sotto l ’ aereoplano. I particolari adattamenti necessari non erano di importanza determinante. Oggi, tuttavia, le stesse armi nu cleari sono una porzione più piccola dei diversi sistemi, notevolmente com plicati, necessari per controllarle e spedirle verso bersagli dislocati su scala mondiale. La rivoluzione termonucleare della metà anni ’ 50 segnò l ’ inizio dell ’ era dell ’ abbondanza nucleare in termini di capacità di rendimento e va rietà di armi; da allora il tipo e le dimensioni delle testate sono stati notevol mente sviluppati. Oggi la varietà di testate è più una questione di capacità progettuali che di rivoluzione tecnologica. I diversi tipi di testate differisco no per rendimento, per peso e dimensioni, per affidabilità, per sicurezza nelle fasi di trasporto e immagazzinaggio, ecc. Su questo terreno non ci si possono più aspettare grandi cambiamenti. La più recente bomba americana

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