Problemi della transizione 1983

PROBLEMI DELLA TRANSIZIONE

dello Stato, e maggior potere d ’ intervento dello Stato. Riduzione delle rivendicazioni («Anspruchsre- duktion»): Anche in questo caso, calcando pre cedenti formulazioni d ’ altri intellettuali (per es. Luhmann), si suggeriscono 4 tipi d ’ intervento statalistici, tantoppiù interessanti in quanto già operanti nella RFT, e precisamente interventi nei «settori» che seguono: rapporti di forza poli tici; rapporti monetari, di scambio e di mercato; norme culturali; conoscenza o verità. In parole povere, lo Stato sociale (Sozialstaat) w superato mediante: denazionalizzazione e monetizzazio- ne dei servizi pubblici, disoccupazione «natura le» controllata (Friedman), rilancio della compe tizione di mercato con la creazione di «nicchie protezionistiche». Il tutto all ’ insegna della «Neue Soziale Frage» (nuova questione sociale) e della «Um-Adressierung» (pressappoco: ristrut turazione). Più radicali sono invece gli interventi in quanto a norme culturali', più autodecisione (meno sindacalismo?), più coscienza nazionale, promozione di valori «post-acquisitivi» (Offe spiegherà cosa sono). Sta di fatto che queste strategie avrebbero di già sortito nella RFT risultati concreti, che Offe ravvisa negli attacchi alla libertà della radiodiffu sione o «Rundfunkfreiheit» (altroché radio libere), nel disciplinamento degli insegnanti di diritto e altri. Provvedimenti insomma il cui fine è chiaramente il controllo sociale alle scaturigini (am Ursprungspunkt). E in quanto alle rivendi cazioni che non possono essere né intercettate né demandate ad altra istanza? Ebbene si «strozza no» attraverso opportuni meccanismi di filtrag gio ossia rinviandole ad apposite istanze prepo ste, orwellianamente, alla produzione di «verità» ai fini del bene comune 3 : tali istanze stabiliran no di volta in volta quali rivendicazioni siano da considerarsi irrealistiche e quali non («una supe- ristituzione del genere potrebbe essere nella RFT la Corte Costituzionale Federale»). Autori di questa Nuova Strategia Globale: Oakshott, von Arnim, Hennies e altri. E passiamo al ventilato aumento del potere di controllo e d'intervento. Questo allargamento del potere è inteso in senso quantitativo e ammi nistrativo ossia mediante l ’ aumento della quota fiscale a favore dello Stato sul prodotto interno lordo parallelamente ad una più efficiente ri 3 Gemeimuohl und Gruppeninteres- 5 * Ibidem, sen, Arnim, Opladen 1979.

strutturazione (Um-Adressierung) dell ’ azione politico-amministrativa e ad una pianificazione a lungo termine 4 . Ma per far tutto ciò occorre un minimo di consenso, se si vogliono poter neutra lizzare i conflitti provocati da questi «aggiusta menti», e questo consenso lo si ottiene allargan do le alleanze sociali nonché consolidando i mec canismi preposti giustappunto alla produzione del consenso e dell ’ integrazione sociale. Facile a dirsi. Ma i neoteorici non disarmano: «Occorre produrre nuove interpretazioni della realtà, più produttive ai fini delle nuove situa zioni createsi» 5 Ed è questa, dice Offe, l ’ attuale strategia praticata dai governi a gestione social democratica che hanno dato vita alla «Sozialpart- nerschaft» in Austria, alla «Konzertierte Aktion» nella RFT, al «Social Contract» nel Regno Unito. Nel frattempo si è però anche visto quanto fuga ci tali alleanze fossero, soprattutto per l ’ impossi bilità di impegnare efficacemente le controparti, specie quella confindustriale (cfr. l ’ intervista di Marramao a Offe su «Problemi della Transizio ne», n. 6/1981, p. 53), ma anche perché le ine vitabili trattative implicano paradossalmente l ’ esclusione della sfera pubblica ossia di quella stessa base il cui consenso si presuppone. Queste, grosso modo, le tesi neoconservatrici sull ’ ingovernabilità, dopodiché Offe passa ad esaminarne e criticarne i contenuti più specifici. Critica-. Anzitutto, afferma Offe, bisogna ri conoscere che se è vero com ’ è vero che i neocon servatori riprendono a proprio uso e consumo singoli teoremi della «sinistra» (virgolette di Of fe), è anche vero che gli stessi teoremi della con servazione trovano a loro volta parziale acco glienza nella sinistra. Per esempio, nella bozza del programma della DKP (Partito Comunista Tedesco) si legge che «la capacità di funzionare dei governi viene continuamente messa in for se». Tutti cioè sono d ’ accordo sul fatto che ci tro viamo in presenza di una «crisi di governabilità» (Offe: «l ’ accusatore viene colto di sorpresa dall ’ accusato che, ben guardandosi dal discol parsi, arriva persino a proporre sanzioni severe che l ’ accusatore manco si sognava di chiedere»), senonché l ’ obiettivo di questa diffusiva «teoria della crisi» resta un ’ ennesima volta la conserva zione di un «sistema di crisi». Per smascherare ef ficacemente tali teorie è sufficiente sottoporle a due interrogativi. Primo, qual è il meccanismo

4 F.W. S charpf E ALTRI, Politikver- flechtung. Theorie und Empirie des kooperativen Fòderalismus in der BRD, Kronberg 1975.

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