Transizione 1986
prodotti nella Regione numerosissimi strumenti urbanistici, nuovi non soltanto perché sostitutivi di precedenti, ma specialmente per ché densi di problematiche e soluzioni largamente innovative. Strumenti urbanistici elaborati dai grandi, dai medi e dai piccoli comuni: e dai quali emerge spontaneamente una vasta omogeneità dell ’ approccio innovativo, senza peraltro che alcuna campagna cul turale e politica avesse indicato i nuovi denominatori comuni. Ecco dunque la gradevole sorpresa rappresentata dalla Rasse gna. In un momento difficile per l ’ urbanistica nazionale, al quale le iniziative regionali non sembravano opporre una efficace alter nativa, questa alternativa è stata ancora una volta suggerita dalle azioni comunali. Di tali azioni è giusto quindi assumere una mag giore consapevolezza; mentre la Regione Emilia-Romagna dovreb be trarre da questa constatazione lo stimolo a nuovi impegni, più adeguati sia al livello delle iniziative locali, sia alle sue naturali vocazioni e possibilità. Le quali ultime riguardano contemporanea mente la sollecitazione ed il coordinamento dell ’ attività comunale e la vertenza programmatica nei confronti delle grandi carenze nazionali in tema di città e di territorio. 2. Le generazioni dell"urbanistica Negli ultimi tempi si sta diffondendo nell ’ ambito disciplinare l ’ uso dell ’ analisi generazionale, quale strumento di periodizzazione delle problematiche e dei fenomeni urbani e territoriali. A queste problematiche e a questi fenomeni si è risposto talvolta con piani, talaltra senza e sempre in modo piuttosto articolato: l ’ analisi gene razionale studia, dunque, oltre alle problematiche e ai fenomeni, anche i diversi modi di intervento urbanistico e i relativi caratteri che tali interventi hanno in comune. Senza ridurre l ’ analisi generazionale ad un discorso esclusiva- mente interno alla disciplina — proprio perché i periodi dell ’ evo luzione urbana riflettono momenti culturali, politici, economici e sociali di carattere generale — si è arrivati ad individuare le gene razioni urbanistiche e in particolare quelle dei piani. E per restare agli ultimi quarantanni, si sono individuate tre generazioni: man cati in Italia veri e propri “ piani della ricostruzione urbana ” , si parte dai “ piani del primo ordinamento urbano ” , cui seguono i “ piani dell ’ espansione urbana ” , fino alla terza generazione appena agli inizi, con i suoi “ piani della trasformazione urbana ” . 51
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