Transizione 1986

venti estensivi», a dolce e graduale carattere di trasformazione, diffusa nei tessuti più che concentrata in una sola zona. E natu ralmente le azioni intensive a forte programmaticità riguardano una modestissima percentuale delle aree comunali (a Bologna mi surano circa il 10% della superficie urbana, ma negli altri casi la percentuale non è superiore); mentre di conseguenza le azioni estensive riguardano la stragrande maggioranza dei suoli urbani ed extraurbani. Nelle aree che ho chiamato ad azione intensiva i piani presen tati alla Rassegna programmano sempre attrezzature direzionali private e pubbliche, cioè i nuovi insediamenti del terziario di valore strategico per il futuro della città e del comprensorio. Ma questi insediamenti sono previsti in modo strettamente integrato a nuove funzioni residenziali, ricreative, commerciali, produttive e sociali, allo scopo deliberato di evitare ogni monofunzionalità. A Bologna sono le «aree interstiziali» della città intermedia, la Seconda Bologna compresa fra il centro storico e la nuova periferia di qualità sorta negli ultimi venti anni; tutte collegate da un nuovo sistema di mobilità, formato dalla metropolitana leggera e dalla grande viabilità. Anche a Ravenna l ’ azione intensiva investe un nuovo «sistema di luoghi centrali», posti a corona nella media periferia che circonda il centro storico. A Cesena si propone una «spina» avente per asse la via Emilia, che qui corre esterna al centro storico, parallela alla linea ferroviaria. E anche a Budrio nascono due «spine urbane» strettamente legate alla viabilità. Più diffuse nei tessuti urbani esistenti sono le «aree programma» del piano di Imola, ma sempre funzionalmente integrate, pur nella diversità dei ruoli urbani che si propongono di coprire. A Reggio queste aree ad alta intensità di intervento sono definite di «cernie ra» o di «retrovia», a seconda della posizione che occupano all ’ in terno della città consolidata. Perfino a Modena, dove il piano è ancora lontano dal mostrare i suoi lineamenti, un ’ area ad azione intensiva è già in fase di progettazione: si tratta del famoso parco integrato dell ’ ex-autodromo, posto a cavallo fra il centro storico e la nuova periferia. Queste aree ad alta intensità di intervento ricadono dunque, generalmente, nella città intermedia, occupano spazi interstiziali inedificati o trasformano insediamenti degradati o sottoutilizzati. Per esse viene studiata una nuova elevata accessibilità e il nuovo sistema di centralità che ne risulta, alternativo al centro storico, propone un nuovo equilibrio dell ’ intero complesso urbano e terri 62

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