Transizione 1986
in generale l ’ intero sistema dei beni naturali, ambientali e culturali di cui è così ricco il nostro paese. Come conclude Emilio Sereni nella Storia del paesaggio agrario — per tutti noi uno dei punti più alti di riferimento — «il presente e il futuro del nostro pae saggio restano affidati non già ad una indagine, pur approfondita che sia, che possa esaurirsi sul piano della teoria, bensì alla pratica di milioni di donne e di uomini in lotta per la vita e per il progresso civile di tutta la nostra società nazionale». Ma sarebbe ben poca cosa se solo due o tre Regioni elaboras sero tali strumenti, tra l ’ altro Regioni, come l ’ Emilia, dove già oggi la situazione di salvaguardia è di fatto più avanzata di quanto la Legge 431 si prefigga di raggiungere mediamente nell ’ intero Paese. È perciò che si chiede al Governo di esercitare l ’ attività di indirizzo e coordinamento a tutt ’ oggi carente per garantire e ren dere possibili i principi di tutela assunti con legge. Questo nel rispetto e valorizzazione delle competenze istituzionali e nella prospettiva di avanzamento contenuta (pur se ancora con limiti e contraddizioni) nella Legge 431, e non nella gestione dei cosiddetti «Galassini». Ancora con più forza si chiede che vengano attuate quelle leggi di riforma fondamentali senza le quali non è possibile per gli enti locali nessuna forma di governo del territorio.
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