Transizione 1986

pio, le attività dei partiti social-democratici di massa tese all ’ edu cazione politica dei loro membri, sono chiaramente orientate al conseguimento di un fine specifico, ma soltanto indirettamente legate alle decisioni governative. La partecipazione espressiva, d ’ altra parte, è un ’ attività politica in se stessa. I cittadini si impegnano nella partecipazione perché la considerano un ’ attività gratificante, perché essa soddisfa il loro senso del dovere, o perché la considerano piacevole, divertente, eccitante o capace di offrire opportunità di interazione sociale ed espressione personale (Lawrence, 1981, pp. 334-35). Il secondo significato di funzione riguarda gli effetti o le con seguenze della partecipazione. In questo caso viene operata una distinzione tra i processi e le decisioni pubbliche da un lato, e gli effetti che ricadono sui partecipanti stessi dall ’ altro (si veda ad esempio Lively, 1975, p. 132; Pennock, 1979, pp. 442-443). Nella letteratura, il primo tipo di effetti è definito di solito come fun zione protettiva della partecipazione, in quanto essa riguarda l ’ am piezza entro cui gli interessi dei cittadini sono protetti o presi in considerazione nel processo decisionale pubblico. Tale teoria si basa generalmente sull ’ assunzione che i cittadini siano autonomi, che essi siano i migliori giudici dei propri interes si, e che siano in grado di proteggerli attraverso una certa influen za sui processi decisionali dello stato, conquistata da un lato co municando i propri interessi e le proprie richieste al governo e dall ’ altro minacciando i politici di far loro perdere il posto (Verba e Nie, 1972, p. 4; Thompson, 1976, pp. 15-19). In altre parole, la funzione protettiva della partecipazione politica concerne la sensi bilità del governo nei confronti delle richieste e delle preferenze politiche espresse dai cittadini. La teoria che considera questa fun zione della partecipazione politica dei cittadini è stata elaborata da autori classici quali Jeremy Bentham e James Mill (si veda Pate- man, 1970, pp. 18-20; Thompson, 1976, pp. 14-28; Macpherson, 1977, pp. 23-43). Questa interpretazione svolge un ruolo centrale anche nella riformulazione della teoria della democrazia sviluppata da Joseph A. Schumpeter e nella definizione di “ poliarchia ” sug gerita da Robert A. Dahl (cfr. Dahl, 1971, p. 4). Infine, nella definizione di partecipazione politica sopra citata, la funzione pro tettiva è di importanza centrale, in quanto le attività indicate sono «più o meno direttamente rivolte ad influenzare la selezione del personale governativo e/o le sue azioni ” (Verba e Nie, 1972, p. 2, cors. mio). 81

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