Transizione 1986

che il tipo passivo è favorito dal governo di uno solo o di pochi e che il tipo attivo è favorito dal governo di molti» (Mill, 1861, p. 410). Mill identifica la democrazia con una società in cui tutti gli individui godono pienamente dei diritti di cittadinanza e in cui la partecipazione politica ha tre conseguenze educative che definisco no insieme l ’ ideale del carattere attivo (Thompson, 1976, p. 37). In primo luogo, Mill collega la partecipazione ad un senso di appartenenza che fa sì che il cittadino non si senta sottoposto a «nessun altra costrizione esterna eccetto le necessità della natura o le regole della società che anche egli ha contribuito ad istituire e dalle quali ha il diritto di dissentire pubblicamente, se le ritiene sbagliate, e impegnarsi attivamente per cambiarle» (Mill, 1861, p. 411, cfr. Pateman, 1970, cap. 3). In secondo luogo, anche più importante di questi sentimenti è il fatto che la disciplina pratica ed il maggior livello intellettuale che Mill propugna sono effetto della richiesta rivolta ai cittadini di esercitare di quando in quando alcune funzioni pubbliche: «Non si considera a sufficienza quante poche opportunità vi siano nella vita quotidiana della maggior parte degli uomini per allargare sia le proprie concezioni che i propri sentimenti». Mentre il lavoro di molti uomini è metà routine e soddisfazione di desideri quotidiani in cui né le cose fatte, né il procedimento attraverso cui quelle cose sono realizzate stimola sentimenti o pensieri che vadano ol tre gli individui, la richiesta di mansioni pubbliche è una misura contro tutto ciò. Prendere parte alla politica rappresenta una pos sibilità di diventare un uomo civile con un più alto livello intellet tuale» (Mill, 1861, p. 411). In terzo luogo, il più importante effetto educativo della parte cipazione di un privato cittadino alle mansioni pubbliche è per Mill di carattere morale: «Quando esercita funzioni pubbliche egli è chiamato a soppesare interessi che non sono suoi, ad essere guidato, nel caso di esigenze contrastanti, da una regola diversa dal proprio giudizio parziale; ad applicare ogni volta principi e massi me la cui giustificazione è il bene comune; e di solito egli trova insieme a lui nella stessa attività persone più abituate a questo tipo di idee e di operazioni la cui competenza fornirà ragioni alla sua comprensione e stimoli alla sua sensibilità per l ’ interesse gene rale». La partecipazione politica è, in breve, «una scuola di senso civico» (Mill, 1861, p. 412). Le attività a cui Mill pensa quando parla di «partecipazione 90

Made with FlippingBook Online newsletter creator