Transizione 1986

dei cittadini alle funzioni pubbliche» e di «esercizio di alcune funzioni sociali», non si limitano soltanto al voto e alle elezioni. Mill riconosce che votare o «esercitare i diritti politici» potrebbe essere uno strumento educativo: «La gente pensa che sia bizzarro attendersi grandi cose da ciò che sembra avere una causa così leggera... però a meno che una concreta preparazione culturale della massa dell ’ umanità non sia una mera visione, questa è la via per mezzo della quale essa si deve realizzare» (Mill, 1861, p. 468). Al tempo stesso egli esprime alcune riserve a proposito delle pos sibili conseguenze educative del comportamento elettorale. Se l ’ at tività di voto è esercitata senza alcuna relazione con le altre e più costanti forme di attività politica e se essa è esercitata senza tenere in considerazione l ’ interesse pubblico, essa non avrà effetti o avrà effetti negativi (Mill, 1840, pp. 167-168, cfr. Lively, 1975, pp. 140-41). Oltre all ’ atto del voto, Mill è prevalentemente interessato alla partecipazione al governo locale e in particolare all ’ esercizio di cariche nel governo locale. Benché egli menzioni anche altre forme di partecipazione, come il dovere di far parte delle giurie nei tribunali, la libera discussione, la partecipazione ad associazioni volontarie e sul luogo di lavoro, il governo locale ha una impor tanza speciale nella sua teoria della partecipazione politica (v. cap. XV in Representative Government, cfr. Ducan, 1973, pp. 248-50). Il suo interesse per questo problema era senza dub bio stato provocato da Alexis de Tocqueville che descriveva le città dell ’ America come «l ’ effettiva sorgente della democrazia ame ricana» (Mill, 1835, p. 58). La dimensione dei problemi nei go verni locali è minore e la possibilità di essere eletti ad una carica esecutiva sono maggiori che non nel governo nazionale. L ’ istruzio ne teorica scolastica è senza dubbio un importante prerequisito alla partecipazione alle decisioni politiche, «ma dovrebbe anche essere richiamato ciò che costituisce l ’ educazione nella formazione dei comportamenti; e così come noi non impariamo a leggere e a scrivere, a cavalcare o a nuotare semplicemente perché ci viene detto di farlo, ma facendolo, così è soltanto attraverso la pratica del governo popolare su scala limitata che la gente imparerà come esercitarlo su una dimensione più ampia» (Mill, 1835, p. 63). L ’ argomento a proposito degli effetti educativi della partecipa zione politica è senz ’ altro uno dei più importanti contributi di Mill alla teoria democratica. Esso è collegato non solo ad una concezio ne dell ’ uomo assai diversa da quella di suo padre e degli altri 91

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