Transizione 1986
sono, in effetti, alcuni problemi legati alla quantificazione dell ’ ef fetto educativo della partecipazione politica (v., per una discussio ne di questi problemi, Pedersen, 1982, pp. 558-60). Tuttavia, dal mio punto di vista questi problemi non dovrebbero scoraggiare gli studiosi dal fare ricerche empiriche sulla funzione educativa anche usando metodi «deboli» come le indagini campione. Come specifi cato da Johannes Thestrup Pedersen, singoli studi campione non possono dimostrare la teoria educativa della partecipazione politi ca. Per esempio, le correlazioni fra l ’ età e gli indicatori dell ’ educa zione politica non sono sufficienti per dimostrare un effetto educa tivo costante della partecipazione politica. (Tali correlazioni posso no essere causate da fattori diversi dalla partecipazione politica, dalle differenze tra le generazioni, o anche dalle differenze nei caratteri sociali) (Pedersen, 1982, pp. 559-60, 564). Tuttavia, questo problema non rende senza significato o addirittura super flue le inchieste condotte su campioni. Al contrario tali inchieste possono dimostrare molto bene l ’ esistenza di condizioni necessarie per la validità della teoria educativa. Inoltre, ritengo che casi ben scelti possono contribuire in modo considerevole alla plausibilità e alla credibilità della teoria educativa. Senza dubbio è vero che singole indagini-campione sono inca paci di provare la relazione causale tra partecipazione politica ed educazione politica. Le correlazioni semplici devono essere inter pretate secondo una teoria; esse non parlano da sole. Così, Johan nes Thestrup Pedersen ha ragione quando commenta le ben note conclusioni sulle correlazioni positive tra il grado di partecipazione politica degli intervistati e il loro sentimento dell ’ efficacia politica: «Questa conclusione ricorrente è compatibile con l ’ interpretazione che l ’ esperienza della partecipazione aumenta il livello dell ’ efficacia dell ’ azione dei cittadini. Essa è tuttavia compatibile anche con l ’ interpretazione che l ’ efficacia dell ’ azione politica esercita un po tente effetto indipendente sulla partecipazione politica. Infine essa può ovviamente indicare anche che la partecipazione e l ’ efficacia si rinforzano reciprocamente» (Pedersen, 1982, pp. 564-65; cfr. Parry e Moyser, 1984, p. 82). Il punto è, tuttavia, che questa considerazione vale tanto per il modello socio-economico standard quanto per il modello educativo, e non riesco a vedere alcuna ragione perché l ’ interpretazione prevalente dovrebbe essere più vera dell ’ interpretazione alternativa, che considera le attitudini po litiche come l ’ efficacia politica come variabili dipendenti piuttosto che variabili indipendenti o intermedie. Le correlazioni positive fra 94
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