Transizione 1986
È piuttosto vero che le elezioni — con il relativo reclutamento dei candidati e la campagna elettorale — servono a stabilire quel collegamento (linkage) tra gruppo dei rappresentanti e comunità dei rappresentati 15 , che è indispensabile per la sopravvivenza di qualsiasi forma di governo: « “ collegamento ” è poco più di una metafora, ma dirige l ’ attenzione al problema costante delle politi che democratiche, della connessione fra i pochi che gestiscono gli affari della comunità e i molti i cui affari sono gestiti... Le proce dure democratiche cercano di massimizzare la comunicazione fra rappresentanti e rappresentati verso l ’ alto e verso il basso» 16 . Quello che le elezioni sembrano realizzare non è la partecipazione effettiva dei cittadini al governo; esse, piuttosto, garantiscono che continui ad esistere una interazione reciproca, il cui effetto deve essere la produzione di una somiglianza tra la politica governativa e gli atteggiamenti della gente: somiglianza non vuol dire accordo né identità, soprattutto non ha niente a che vedere con la “ volontà generale ” 17 ; non è nemmeno necessariamente una concordanza di opinioni; è appena un “ dirsi d ’ accordo ” su valori generali che, grazie alla loro generalità, non richiedono sforzi particolari per essere condivisi. Tutto ciò che accade nelle elezioni è probabilmente poco im portante ai fini del cosa fare per il governo della comunità e come farlo, ma lo è moltissimo ai fini di quella che si è convenuto di chiamare “ legittimazione a governare ” ; le elezioni servirebbero «a legittimare, con V imprimatur dell ’ accordo da parte dei cittadini, le politiche che i rappresentanti devono realizzare» 18 . Ogni teoria della rappresentanza politica dovrebbe poter forni re elementi interpretativi della relazione esistente fra rappresen tanti e rappresentati: il che non significa interrogarsi sull ’ esistenza dei pochi che governano e dei molti che sono governati, bensì indagare la relazione concreta fra i due gruppi. «Se una struttura sociale è democratica oppure no, non dipende dal fatto che ci sia oppure no una élite , ma dalle relazioni dell ’ éZ/te con la massa, da come si rafforza e si esercita il suo potere» 19 . Ecco dove finisce il lavoro di una “ teoria della rappresentanza ” pura e semplice, e incomincia il lavoro di una “ teoria della rappresentanza democrati ca ” : la struttura di dominio — e di sottomissione — varia anche in dipendenza della relazione che esiste fra le due entità, dei rap presentanti e dei rappresentati. Relazione che, almeno in parte, consiste nella distribuzione di appagamenti materiali e simbolici, in cambio dell ’ atteggiamento favorevole — dall ’ acquiescenza alla par 104
Made with FlippingBook Online newsletter creator