Transizione 1986
gatrici istituzioni liberal-democratiche» 10 . Questo spiega l ’ uso, al lora tanto di moda, del concetto di sociocrazia come concetto opposto e sostitutivo di quello di democrazia. D ’ altronde è impos sibile superare la disgregazione e gli antagonismi violenti che han no diviso ed opposto lungo tutta la sua evoluzione storica la socie tà ispano-americana senza il ricorso al Jefe Maximo. Per fortuna — ritengono gli elitisti latinoamericani — questa propensione al l ’ obbedienza e all ’ assuefazione al capo carismatico ha radici ad un tempo profonde e remote. «L ’ inclinazione costante alla subordina zione a un Capo — a prescindere da tutte le teorie democratiche e costituzionalistiche teorizzate, proclamate e sanzionate, da oltre cent ’ anni, dagli ideologhi — questo diffondersi crescente delle concezioni e delle abitudini patriarcali nei confronti del popolo non rappresenta, forse, il desiderio di venir assorbiti da una unica, sola volontà regolatrice tanto della vita pubblica come di quella privata?» n . In questo contesto, come è logico, il passo dalla critica delle istituzioni democratiche alla formulazione latinoamericana dello Stato totalitario, il passo è breve. Infatti la partecipazione delle masse nella democracia ce sarista, come nello Stato fascista, o nel- YEstado Novo non ha nulla «di affine (neppure negli ideali più democratici del cosiddetto “ fascismo di sinistra ” ) con le forme e i metodi della partecipazione competitiva delle democrazie parla mentari» 12 . La partecipazione propria «della democrazia liberale era considerata una falsa partecipazione, che non esprimeva la volontà della Nazione, ma solo gli interessi privati dei gruppi organizzati, in conflitto tra loro ed in lotta ai danni dello Stato. Perciò la partecipazione fascista non contemplava in alcun modo la possibilità di una liberalizzazione del regime, [...], bensì: unità del comando, supremazia del potere esecutivo, partito unico, orga nizzazione statale delle masse, integralismo ideologico» 13 . Lo stato forte dell ’ autocrazia oligarchica rende inutile l ’ esercizio dei forma lismi democratici, disgregatori dell ’ unità nazionale, e fonda, invece, la propria forza nell ’ ugualitarismo etnico — nuovo paradossale impiego politico del mestizie — e nella peculiarità del passato storico dell ’ America Latina che in fondo risale alla conquista e alla colonia. «È una regola della filosofia politica, ormai confermata, che in ogni popolo il regime storicamente precedente sopravvive agendo attraverso le abitudini, i ricordi, e le istituzioni secolari che si sono, ormai, assimilate agli usi e costumi del popolo moder no» 14 . Questo atavismo impone le sue regole: «al di sopra di tutti
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